Vocabolario… come si usa?

18 aprile 2009 di  
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Sembra uno strumento dall’uso immediato, ma quanti studenti si sono trovati di fronte ad atroci dubbi su come interpretare i lemmi del vocabolario, o su quale significato scegliere per la propria traduzione?

E chi spiega ad un autodidatta volenteroso i misteri del librone?

In questa sezione, con una serie di articoli snelli e pratici, si intende fornire una guida che possa essere d’aiuto nell’uso del vocabolario latino, sia durante le verifiche scolastiche sia, più in generale, a supporto della traduzione da un testo latino.

Clicca qui per leggere gli articoli sulla Guida all’uso del vocabolario di latino

Il pane dei Romani

18 aprile 2009 di  
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Forma di pane carbonizzata, ritrovata a Pompei

Forma di pane carbonizzata, ritrovata a Pompei

Il pane, nell’alimentazione degli antichi Romani, rivestiva un ruolo importantissimo. Le fonti che ci parlano di questo prezioso prodotto sono di autori d’epoca imperiale, come Orazio e Marziale.
In origine, tuttavia, non esisteva il pane come noi lo conosciamo oggi: ancora in età repubblicana, si usavano delle polentine di cereali (principalmente farro), dette pultes, che accompagnavano le portate principali. Si noti che la lievitazione non era conosciuta dagli antichi romani.
Le ricette che da oggi proponiamo sono tratte dal De Re Rustica di Marco Porcio Catone, trattato sulla vita campestre che contiene numerosi consigli per la massaia e per il contadino.

Clicca per leggere le ricette nella sezione Gastronomia

Garum, che cos’era davvero?

12 febbraio 2009 di  
Categorie Blog, Res Novae

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La questione Garum: una salsa speziata e gustosa o un nauseabondo miscuglio?

La questione garum

La questione garum

Anche chi ha solo vaghe notizie sugli usi alimentari dei Romani, certo avrà sentito parlare del garum, e di sicuro sarà rimasto incuriosito nell’apprendere in cosa consistesse tale condimento e con quale frequenza i Romani lo facessero rientrare nelle loro pietanze.

Voglio quindi proporre alla comunità di Discipulus una serie di articoli, che, tutti insieme, tentano di essere una ricerca documentata e sufficientemente completa, senza però aver pretesa di esaustività sull’argomento. Un punto di partenza che poggia su una base piuttosto ampia per chi volesse ulteriormente approfondire il tema e magari condividere i risultati.

Dodici articoli, dunque, che verranno pubblicati con cadenza periodica, anche per dar modo ai lettori di poter verificare le fonti, se lo vorranno, e suggerire ulteriori informazioni.

Ma cos’era il garum? Una salsa di pesce macerato nel sale, alcuni dicono dall’odore nauseabondo, che i nostri progenitori includevano qua e là nelle loro preparazioni culinarie.

Devo confessare che fin dalla prima volta che sentii parlare di questo strano condimento, sbrigativamente descritto come il maleolente risultato della macerazione di pesci e delle loro interiora, insaporite con erbe aromatiche, pensai quanto diverso fosse il gusto degli antichi dal nostro, e come a giusta ragione quelli avessero detto: de gustibus non disputandum est!!!

Parlando del garum, la prima cosa che viene da chiedersi è perché i Romani avrebbero dovuto ritenere una costosa prelibatezza quella che pare essere una schifezza dal sapore e dall’odore sgradevolissimi? Il garum è quindi una questione innanzitutto per il suo uso: chi oggi sognerebbe, o solo consiglierebbe, come faceva Apicio nel suo ricettario, di mettere senza parsimonia quella salsa su quasi tutte le pietanze, dall’antipasto al dolce, su piatti di carne come di pesce, e sulle verdure? Questo uso frequentissimo e apparentemente indiscriminato che Apicio fa del condimento ha fatto ritenere alcuni che quello che egli chiama liquamen fosse solo una forma di sale semiliquido, ma i dati a nostra disposizione sembrano smentire una simile interpretazione, che avrebbe però il merito di rendere meno disgustoso ai nostri occhi l’uso di questo preparato.

Nell’intento di raccogliere qualche informazione su questa salsa, che rappresenta un problema a partire dalla ricetta, ho preferito dare molto spazio alle testimonianze delle fonti a nostra disposizione. Voglio infine ringraziare il nostro Aiace Telamonio per il suo prezioso aiuto nella correzione delle traduzioni delle fonti latine citate, e faccio altrettanto con Sempronia, che ha rivisto le traduzioni dei passi greci.

Via al supporto per autodidatti

29 gennaio 2009 di  
Categorie Blog, Res Novae

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Chi si avvicina allo studio del latino da autodidatta ha, solitamente, alcuni ostacoli da affrontare: l’approccio a una lingua classica (presumendo che non ne abbia mai studiate) e il non conoscere gli strumenti di cui può disporre (grammatiche, vocabolari, eserciziari, testi latini con traduzione, edizioni critiche, servizi online…)

Supporto per autodidatti

Supporto per autodidatti

La sezione di supporto per autididatti sarà costituita da una serie di “monografie” nelle quali si intende dare un piccolo aiuto e orientamento ai lettori di Discipulus.

La sezione ricade nell’alveo più generale della didattica, che abbiamo immaginato con una duplice finalità: un percorso formativo rivolto principalmente agli autodidatti con lo scopo di fornire loro un aiuto e un supporto per l’apprendimento della lingua latina, (percorso , come si può intuire, di ampio respiro); una serie di “monografie” su temi specifici che, fornendo un complemento all’attività didattica, rappresentino una fonte di interesse non solo per i neofiti ma anche per chi il latino non ha mai abbandonato o per chi lo ha conosciuto, avendolo studiato tanto tempo fa e lo ha quasi del tutto dimenticato. Argomenti snelli, interessanti ed attuali, in grado di fornire indicazioni mirate e spunti per discussioni ed approfondimenti da svolgere nel forum, perchè, non dimentichiamolo, Discipulus è una comunità viva e dinamica, composta da persone in grado di informare ma, soprattutto, di rispondere alle domande e ai dubbi che necessariamente nascono in chiunque si avvicini al latino, sia per impararne le regole che per pura curiosità.

Le monografie vanno dunque ad affiancare il corso base di latino e il divertente corso di latino di Atticus & Alter, che tanto successo sta riscuotendo.

Inizia la seconda parte delle ricette di Apicio

22 gennaio 2009 di  
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Parte con la Patella Lucretiana la seconda parte delle ricette di Apicio scelte da Discipulus. Dopo le prime quattro ricette, che idealmente compongono un menù completo, vogliamo continuare il percorso a tavola con i Romani.

Sull’alimentazione a Roma Antica si è già detto molto. Numerosissimi i libri che documentano arte e regole dell’alimentazione, che espongono le leccornie consumate dai nobili e le ben più parche pietanze assunte dalla plebe, e che raccontano l’origine di alcuni piatti.

Questo lavoro, quindi, non vuole ripetere nuovamente ciò che già è stato detto, con assai più rigore scientifico e metodologico, in opere ben più complete ed esaurienti.

Lo scopo di questi elaborati è quello di offrire a chi fosse interessato ad approfondire la tematica dell’alimentazione a Roma Antica uno strumento semplice, ma al contempo completo, che possa accompagnarlo nella lettura dei brani in lingua originale per poi tentare di ricostruire e riproporre le ricette di romana memoria aiutati da una versione moderna in italiano della ricetta stessa.

Ogni Lectio, a sua volta, si compone di:

  • Introduzione alla pietanza;
  • Testo della ricetta in lingua latina con note;
  • Versione moderna della ricetta;
  • Eventuali Consigli pratici per la preparazione;
  • Eventuali Schede tematiche che trattano argomenti storico-culturali.

Con la speranza che questo lavoro possa essere utile per avvicinare il mondo di oggi a quello ben più ricco e vivo dell’Antica Roma, auguro al lettore buon divertimento, buon apprendimento e… buon appetito!

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