Lectio secunda pars secunda – Il materiale

26 febbraio 2009 di  
Categorie: Corso di latino di Atticus e Alter, Didattica

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Ma che si credono quelli, di farla in barba a me che sono più vecchio di loro? Ordine ci vuole! Ordine e disciplina! Vedrai se prima o poi non salta fuori questo articolo.

Ma…

Fidati Alter. Polso ci vuole, polso. Me lo diceva sempre il nonno quando pescava al lancio con la mosca.  Vieni che nell’attesa ci andiamo a prendere un caffè al bar.

Ma Atticus, ma sei proprio sicuro di quello che stai facendo? Io mi sono letto gli appunti dello zio prete e dell’articolo non ne ho trovato nemmeno l’ombra.

Ma dai sciocchino, il latino senza l’articolo! E allora secondo te come avrebbero fatto i Romani  a scrivere “Il maestro?”. E tutte le preposizioni articolate? “del, al, dal, col e via dicendo? Come lo avrebbero scritto “Il gatto corre e il cane abbaia?”  Oppure “Questo è il cane di Gianni”? Insomma, senza articolo non si può costruire una frase sensata.

Guarda che ho dato un’occhiata nel corso di latino ufficiale e anche lì di articolo nemmeno l’ombra.

Senti, non mi mettere grilli per la testa quando non serve… mumble… ma sei proprio sicuro di non aver visto niente?

Niente!

Mannaggia… ecco! Ora mi hai messo una pulce nell’orecchio.  Si consulti il tristrisavolo.

Ancora!!

L'epigrafe di Gaio, figlio di Sesto Manfrano, a Catone.

L'epigrafe di Gaio, figlio di Sesto Manfano, a Marco Porcio Catone, rinvenuta a Tuscolo.

Certo ignorante. Ascolta e acculturati. Dunque, narra costui che un nostro antenato, certo Sextus Manfanus della gens Manfana…

Discendente di quel Manfanus…?

Possibilissimo. Pare dunque che detto Sesto Manfano, residente al Tuscolo, avesse educato i propri figli al latino con l’aiuto di un libriccino che aveva scritto allo scopo prendendo esempio dal suo vicino di podere, certo Catone, che ne aveva scritto uno uguale per il proprio figliolo.

Ma dai!

Che fai? Metti in dubbio la veridicità delle mie fonti? Questa è storia eh!

Ci mancherebbe…

Allora taci e ascolta:

Una mattina che Sesto se ne stava nel campo a zappare chi ti vede passare per la strada? Catone.

O Catone, fa lui, buongiorno.
Buongiorno Sesto risponde Catone.
La tu’ moglie?
Bene grazie, e la tua?
Non c’è male. Che vai a Roma?
Si, vado in Senato come sempre.

Ma senti che colloquio.

Te lo devi immaginare in latino.

Ah, forse era per quello che c’era qualcosa che non mi tornava.

E certo!

Come ti va la vita? Chiede Catone. E Sesto:
Mica tanto bene. Si lavora si lavora e si vende sempre meno. Che vuoi, con tutta questa globalizzazione, come si fa a reggere la concorrenza dall’estero?
Non me ne parlare dice Catone. E’ un po’ che mi ci fascio la testa. Tutto per
colpa di quei Cartacinesi che ci riempiono di cianfrusaglie a prezzi stracciati.

Cartacinesi??

C’è scritto così nel papiro. E non mi interrompere ogni momento.

Mah.

Hai capito Sesto? Dice Catone. Come si fa a reggere i prezzi con questa concorrenza? Dormono in venti in un cubicolo e  lavorano ventiquattr’ore al giorno. Come me li vorrei levare di torno!
T’hai ragione Catone, dice Sesto. Ma ci vorrebbe un miracolo.
E quello: Davvero! Pagherei non so cosa per ……aspetta aspetta…..aspetta un momentino che m’è venuta una idea. Senti, che me la daresti una cartata dei tu’ fichi?
Come no Catone; tieni tieni, l’ho colti ora ora, ma che ci vuoi fare?
Lo so io che ci voglio fare. Tu aspetta e vedrai….oh mi raccomando! Te non m’hai visto.
Ma che ti pare Catone. Muto come un pesce!

E Catone andò in senato e giù a dire a tutti: Li vedete questi fichi? Visto come son freschi? Lo sapete da dove arrivano? Da Cartagine! Se non si fa qualcosa fra poco questi cartacinesi ce li ritroveremo anche sotto il letto. Oh! La sera stessa Roma era già in guerra!

E per merito di chi? Dei fichi di Manfanus.

Questa poi!

Ora se potessi ritrovare quel libriccino che lui diceva di usare per insegnare il latino al figliolo potremmo prendere quello come traccia… ah che peccato! Purtroppo il tristrisavolo scrive che il manoscritto è andato perduto perchè, dopo che il figlio diventò grande senza riuscire a spiccicare parola, il nostro lo usò per incartarci le verdure che portava al mercato.

Allora ci rimangono solo gli appunti dello zio prete.

E passami quelli.

Tieni.

O  vediamo di risolvere una volta per tutte questa storia dell’articolo ….mumble……..oremus…..declinazione……desinenze……genitivo…  ma guarda…..ave mmm…Maria!!! Adesso ricordo!

Che cosa?

Che i romani l’articolo non lo usavano proprio!!

E allora tutti i tuoi discorsi di prima?

Te lo spiego dopo, adesso mi serve una scusa veloce per tornare da quelli di là. Come faccio? Come faccio?

Ti sta bene. Partire a testa bassa senza l’aiuto di nessuno. Ma da quant’ è che non hai più preso in mano un libro di latino?

E che ne so! Dalla scuola media mi sembra.

Ah, andiamo bene.

Forza, rientriamo in classe… anzi, aspetta un momento! E se oltre all’articolo al latino mancasse qualche altra cosa che invece in italiano c’è?  Conviene fare una verifica. Dimmi assistente: Quante parti del discorso ci sono in italiano?

Fammici pensare… c’è l’articolo, il sostantivo, l’aggettivo, il verbo, l’avverbio, il pronome, le preposizioni,  le congiunzioni e le interiezioni.

Ma che sei sicuro?

Certo che sono sicuro. E’ che siamo così abituati a parlare italiano che non ci accorgiamo di quello che mescoliamo per mettere insieme le frasi.

Io userei tutta quella roba? Non ci credo. Fammi un esempio.

Allora:

L’articolo  (il, lo, la, i, gli, le ecc.)
I Sostantivi : cavallo, uomo,casa
Gli Aggettivi:  giallo, magro, simpatico.
I Verbi: mangiare, dormire etc.
Gli Avverbi : qui, qua, lì, là, perciò, per questo  ecc.
I Pronomi: io, tu, egli, ella, esso; tuo, mio
Le Preposizioni : di, a, da, in, con, su, per, tra, fra
Le Congiunzioni: e, poiché, oppure, tuttavia
Le Interiezioni : Ah  uh Oh

Va bene va bene basta così, mi hai convinto. Lo sai che si fa? Si comincia da una parte e quando abbiamo finito siamo a posto.

E le regole di composizione?

Eh, per quelle c’è tempo, e poi c’è anche il corso ufficiale. Insomma, l’importante son gli ingredienti; una volta che abbiamo gli ingredienti mescolarli sarà un po’ come  cucinare. Chi l’ha detto una volta che chi conosce il latino è bravo anche a condire l’insalata?  Guarda il sor Dionisius con le sue ricettine. Trovare le dosi esatte per creare una ricetta di successo non è forse equivalente a comporre una frase fatta bene? Ci metti troppe congiunzioni e viene fuori un discorso acido. Usi poche interiezioni e non è saporito abbastanza. Cerchi una frase importante e di circostanza? Prepari una  bella trifola di passati remoti e di condizionali con una generosa spruzzata di punti e virgole. Vuoi stare leggero perchè è sera e hai furia? Un futuro anteriore  in bianco con un avverbio lesso e sei a posto.

Sì, e magari quando ho sete mi faccio una bella spremuta di sostantivi. Ma fammi il piacere.

Forza, torniamo in classe.

Sarà meglio.

Ah, senti: Ma quella Sempronia che tiene il corso ufficiale di latino accanto a noi, sarà mica parente della nostra.

Potrebbe anche essere.

Adesso ho capito da dove lo prende il materiale per le sue lezioni! Lo sbircia nei quaderni della nostra ragazza quando lei non se ne accorge!

Commenti

10 Commenti a “Lectio secunda pars secunda – Il materiale”
  1. Peppone ha detto:

    Ma prof, non riesco a tradurre bene l’epigrafe di Manfano!!!
    Ma mica parla dei fichi che diede a Catone, quel giorno che stava andando in Senato? No, perchè dico, segnarselo su un pezzo di pietra mi pare eccessivo…

  2. Major ha detto:

    Io invece non ho capito qual è il soggetto dell’epigrafe…

  3. Atticus ha detto:

    Mumble, da un esame superficiale il reperto parrebbe antico, ma non mi stupirei se fosse una copia tardo medioevale. Ci vorrebbe un latinista!

    Ma come ci vorrebbe un latinista! E tu che ci stai a fare?

    Io insegno giovine, non traduco! Vammi a cercare un archeologo va!
    Dicono ce ne sia uno bravo dalle parti di Frascati.

    …Che vergogna…

    Ah, e se non lo trovi pare che ce ne sia un altro bravo dalle parti di Napoli. 😀

  4. sempronia ha detto:

    Mumble… mumble…
    Chi dà a chi?

  5. Peppone ha detto:

    Ma in effetti…chi dona a chi in questa lapide?
    Mi scusi prof, dietro alla lapide, in basso, si si, proprio lì, non c’è mica scritto il nome dello scalpellino?

  6. Atticus ha detto:

    Mumble, ma che è tutto questo baccano? Chi chiama?

    E’ il signorino Peppone sempre a proposito di quella iscrizione

    Peppone? Iscrizione? Mumble, ah già. Portami gli occhiali Alter.

    Ecco.

    Dunque…vediamo….dietro in basso…mah…io non vedo niente.
    Ma che razza di manufatto è mai questo? 😛 E che diavolo c’è scritto? M.CATONI!? M.?? Mister CATONI forse?

    Eccoci

    Mumble…no, non suona bene…allora forse…Messer CATONI ..è già meglio.

    Qualcuno gli tolga dalle mani quel coso

    Eh, Non ti agitare. Via, lo porti in classe questo coso sor Peppone, che poi lo analizzeremo (Bello però. Come fermacarte mi
    farebbe comodo.) 😀

  7. Major ha detto:

    Io penso che sia Monteporzio Catone, che è ridente cittadina dei Castelli Romani. Quindi è un locativo.

    • sempronia ha detto:

      Un locativo???? Andiamo bene! 🙂
      Hai decisamente bisogno di seguire con assiduità il corso di latino 😉

  8. sempronia ha detto:

    Osservando meglio il documento, mi è venuto un dubbio..
    Ma questo Manfano è femmina?
    SEX F, se no, che vuol dire?

  9. Atticus ha detto:

    Femmina eh? Vediamo un po’….mumble…..Silvana Manfano!! della X century Fox.

    Oddio

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