Lezione 01 – Lettura e pronuncia del Latino

2 gennaio 2009 di  
Categorie: Corso base di Latino, Didattica

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In questa prima lezione affronteremo lo studio dell’alfabeto latino, la pronuncia, i dittonghi, esercizi.

L’alfabeto latino è formato da 24 lettere (le 21 italiane più k, x, y).

Per la pronuncia del latino esistono due norme, ossia la pronuncia classica e la pronuncia ecclesiastica. A scuola si adotta la pronuncia ecclesiastica (detta appunto anche scolastica) che è identica a quella italiana con qualche eccezione. Invece la pronuncia classica, detta anche lectio restituta , è stata ricostruita nel ‘400 da umanisti italiani, che credevano che ai tempi antichi si pronunciassero differentemente dall’italiano molte parole (es. caesar pr. class. = càesar; cognosco pr. class. = cog.nosco).
Da ora in poi si parlerà solo di pronuncia ecclesiastica.

Gruppi di lettere che si pronunciano diversamente da come scritto:
•  ti + voc.   pron. – zi + voc   (es. vitium pr. vìzium)
questa regola non si applica se ti + voc. è preceduto da s , x o t (es. quaestio pron. quèstio)

I due dittonghi della lingua latina:
•  ae pron. e (es. Caesar pron. cèsar)
•  oe pron. e (es. poena pron. pèna)
•  au pron. au (es. aurum pron. àurum)
I primi due dittonghi però si leggono come sono scritti se la e compare con la dieresi: ë (es. poëta)

Norme dell’accento latino
•  Nessuna parola latina è accentata più indietro della terzultima sillaba
•  Nessuna parola latina è accentata sull’ultima sillaba
•  Una parola latina si accenta sulla penultima sillaba se questa è lunga; si accenta sulla terzultima se la penultima è breve

Una vocale lunga è segnata da un tratto lungo in cima. Inoltre è “lunga per posizione” quando è seguita da due consonanti.
Si ricorda che i dittonghi sono lunghi.

contĭnes pron. còntines
placēbas pron. placébas
vehementer (NB. la vocale della penultima sillaba è seguita da due consonanti) pron. vehemènter
formŭla pron. fòrmula
audīvi pron. audìvi

Esercizi : Lettura e pronuncia del Latino

1. Leggi le seguenti parole attenendoti alle norme della pronuncia scolastica.

coemìsti – quaesìvi – Cìcero – Graecus – vitae – lungius – diligèntior – coepi – divitiae – càpere – gratias – philosophiae – exceptiònem – mentior – oboedio – praefectus legionis – scaena – video – consultatio – beatus – diutius – pulvìnar – eo – veneràtio – moveo – ignominia – frigus – suppono

2. Segna l’accento tonico secondo le norme dell’accentazione.

supplĕo – maritĭmus – indignans – index – sitĭens – commūni – amavēre – possûmus – recentes – omnĭbus – impĕtum – auxēre – Romāni – pupulusque – foeda – irascĕrer – ponĕre – amicitiaque – Tarentum – fecērunt – philosophĭa – viŏla

Commenti

18 Commenti a “Lezione 01 – Lettura e pronuncia del Latino”
  1. […] queste cose… anzi, lo sai che faccio? Vado a guardare cosa hanno scritto quegli altri nel corso di latino ufficiale. Ah, mi raccomando! Acqua in […]

  2. Luigi ha detto:

    Secondo voi, come si pronunciano in latino le parole tipo “escae”, “brassicae”, “transfugae”..etc…?
    Cioè si dice “esce”, oppure “esche”? Brassice oppure brassiche? Transfuge oppure transfughe? Grazie!

    • Ptolemaios ha detto:

      Grande dilemma della pronuncia scolastica. Non credo che esista una regola precisa su questo punto.

    • Christopher ha detto:

      Là regola esiste e là tipologia di pronuncia che cambia.
      Le pronunce infatti sono 2 : classica ed ecclesiastica (o scolastica)

      Nella CLASSICA:
      -ci,ce = chi, che

      -gi,ge =ghi,ghe

      -i dittonghi si leggono come si scrivono.
      -ti = ti ti(otium leggi proprio oTIum

      Y = u francese

      -non esisteva la V e si leggeva smpre u (vivere leggi UiUere, la V fu introdotta nell’ umanesimo )

      -gn-devi pronunciarle staccate (agnen leggi ag nen, cioè la G è dura )

      La pronuncia scolastica è quella descritta sopra ed è quella poi utilizzata dalla chiesa,rempiendola

      di grecismi .

      Quando studi PLAUTO o Cornelio Nepote dovresti utilizzare là pronuncia classica, quando leggi un’ esserci post rinascimento allora quella scolastica

    • fede ha detto:

      Quello che mi stavo chiedendo.

  3. mentore ha detto:

    Discutendo tra colleghi ci è sorto un dubbio di pronuncia (mai essere certi nella vita!): il gen. di is,ea,id (eius) si pronuncia “èius” o “eìus” come “istìus”? Questo è il dilemma!
    Grazie per la risposta

  4. francesco ha detto:

    sono un principiante, come faccio a vedere le soluzioni degli esercizi? Grazie

  5. Leo Sandro Di Tommaso ha detto:

    1)co/e/mi/sti va scritto in modo che si capisca che non è un dittongo;
    2) Non viene spiegata la divisione in sillabe;
    3) le lunghe dovrebbero essere pronunciate strette, le brevi aperte; e invece qui i dittonghi sono indicati tutti come aperti;
    4) Non si spiega la pronuniciadella c e g, come nelle parole indicate da Luigi;
    $) non si dice che in latino i dittonghi sono formati inmodo diverso dall’italiano.

  6. Eli ha detto:

    Ho lo stesso problema esposto da Mentore il 25 settembre 2010: il genitivo singolare di is, ea, id si pronuncia èius o eìus? e quello di hic, haec, hoc è hùius o huìus? Considerando la loro categoria grammaticale, verrebbe da applicare la tipica pronuncia pronominale in -ìus, con la i lunga, ma non sono sicura a riguardo…Per cortesia, qualcuno potrebbe risolvere questo mio dubbio? Grazie.

  7. MSASSOLI ha detto:

    Vorrei sapere se “festina” si pronuncia sulla prima o sull’ultima sillaba.
    Grazie

  8. gello ha detto:

    Il numero 1993,in cifre romane,va scritto come MXMIII,MCMXCIII o MDCCCCLXXXXIII? grazie

  9. gello ha detto:

    Oppure, si può scrivere, come MVIIM che appare per la sua lunghezza,il più corto dei quattro, e per l’utilizzo di un metodo sottrattivo, più avvezzo ai latini, il più coerente alla loro visione e comunque il più pratico.
    Grazie.

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  1. […] queste cose… anzi, lo sai che faccio? Vado a guardare cosa hanno scritto quegli altri nel corso di latino ufficiale. Ah, mi raccomando! Acqua in […]



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