Lezione 13 – Cum e congiuntivo

30 marzo 2009 di  
Categorie: Corso base di Latino, Didattica

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Lezione sulla sintassi e gli usi di cum e congiuntivo.E’ una delle congiunzioni subordinanti più usate in latino, con una vasta gamma di sfumature di significato. Attenzione a non confonderla con la preposizione cum, che accompagna un ablativo per esprimere funzione di modo o compagnia!

Accertato che quella che abbiamo individuato nel testo da tradurre sia una congiunzione, prima di tutto dobbiamo guardare se il predicato verbale sia espresso nel modo indicativo o congiuntivo.

  • Cum con il congiuntivo

E’ una delle strutture sintattiche più note agli studenti, anche perché nella lingua latina se ne fa larghissimo uso; proprio per questo, però, vanno puntualizzati alcuni dettagli.

Generalmente si dice cum e congiuntivo e si pensa alla cosiddetta proposizione narrativa, che alcune grammatiche chiamano anche causale-narrativa; non va invece dimenticato che la congiunzione cum, insieme al modo congiuntivo, può avere anche valore concessivo e avversativo.

    • Cum narrativo

Si chiama così perché la proposizione subordinata introdotta da questa congiunzione è usata molto nelle narrazioni di eventi, in cui inserisce fatti accessori. Con la narrativa si possono sottolineare

  • concomitanza degli eventi
  • concatenazione degli eventi
  • rapporto causale fra gli eventi
  • Cum Romam revertisset, triumphum celebravit = Tornato/essendo tornato/dopo che era tornato/dopo esser tornato/poiché era tornato a Roma, celebrò il trionfo.La proposizione reggente dice che “celebrò il trionfo”, la narrativa inserisce il fatto accessorio che “era tornato a Roma”.
  • Cum pater decessisset, filii eius rem familiarem dissipaverunt = Essendo morto/morto/ dopo che era morto/poiché era morto il padre, i figli dissiparono il patrimonio familiare.La proposizione reggente dice che “sperperarono denaro”, la narrativa inserisce il fatto accessorio che “era morto il padre”

Negli esempi 1 e 2 viene sottolineata la concatenazione degli eventi.

  • Cum Romae sim, amicos meos video = Stando/quando sto/mentre sto/poiché sto a Roma, vedo i miei amici.La proposizione reggente dice che “vedo gli amici”, la narrativa inserisce il fatto accessorio che “sto a Roma”.
  • Cum verum non dicas, amici te contemnunt = Poiché/quando non dici la verità (non dicendo tu la verità), gli amici ti disprezzano.La proposizione reggente dice che “gli amici ti disprezzano”, la narrativa inserisce il fatto accessorio che “non dici la verità”.Negli esempi 3 e 4 viene sottolineata la concomitanza degli eventi, nel 4 però prevale la relazione causale.
  • Cum ad me epistulam miseris, brevi tempore respondebo = Poiché mi hai mandato una lettera (avendomi tu mandato una lettera), ti risponderò in breve tempo.La proposizione reggente dice che “risponderò”, la narrativa inserisce il fatto accessorio che “tu mi hai mandato una lettera”.
  • Cum ad Africam profecturus sit, Scipio novas copias conscribit = Poiché/quando sta per partire (stando per partire) per l’Africa, Scipione arruola nuove truppe.
  • Cum moriturus esset, Darius ad se filios arcessivit = Poiché/quando stava per morire (stando per morire), Dario convocò presso di sé i figli.

Negli esempi 5, 6 e 7 viene sottolineata la concatenazione degli eventi, ma anche il loro rapporto causale.

Uso dei tempi del congiuntivo

Gli esempi elencati precedentemente mettono in risalto la grande varietà di forme italiane disponibili:

  • proposizioni esplicite con le congiunzioni quando / mentre / poichè / dopo che, seguite dall’indicativo;
  • proposizioni implicite, con il gerundio o con il participio passato.

Come si sceglie la forma migliore in italiano?

La risposta non può esser data genericamente: bisogna osservare alcuni elementi della frase latina, prima di tutto il tempo del congiuntivo.

Gli esempi citati dimostrano che nella narrativa si possono usare tutti i quattro tempi del congiuntivo (presente, perfetto, imperfetto, piuccheperfetto), ma anche il congiuntivo della coniugazione perifrastica attiva. Quale norma regola l’uso dei diversi tempi?

Gli elementi che determinano il tempo del congiuntivo sono due, che si combinano variamente fra loro:

  • rapporto temporale fra subordinata e reggente;
  • tempo verbale della reggente.

Il rapporto temporale fra subordinata e reggente può essere di

  • anteriorità
  • contemporaneità
  • posteriorità

Il tempo della proposizione reggente può essere

  • principale (presente, perfetto logico, futuro semplice, futuro anteriore)
  • storico (imperfetto, perfetto storico, piuccheperfetto).

Lo schema sottostante riassume l’uso dei tempi del congiuntivo nelle narrative.

Subordinata anteriore Subordinata contemporanea Subordinata posteriore
Proposizione reggente espressa con un tempo principale del modo indicativo congiuntivo perfetto congiuntivo presente perifrastica attiva con sim, sis, sit, ……
Proposizione reggente espressa con un tempo storico del modo indicativo congiuntivo piuccheperfetto congiuntivo imperfetto perifrastica attiva con essem, esses, esset, ….

Come tradurre in italiano la proposizione narrativa

Individuato il rapporto temporale esistente fra la subordinata e la reggente, per tradurre in italiano si può seguire una regola pratica.

  • Se la subordinata è anteriore, in italiano si possono usare il gerundio composto, il participio passato (forme implicite) oppure le congiunzioni dopo che/poiché e l’indicativo (forme esplicite).
    • Cum amicus tuus fuissem, te iuvabam/iuvi/iuveram

Essendo stato/Poiché ero stato tuo amico, ti aiutavo/aiutai/avevo aiutato

    • Cum hostes fugissent, milites in castra revertebant/reverterunt/reverterant

Essendo i nemici fuggiti/Fuggiti i nemici/Dopo che i nemici erano fuggiti/Poiché i nemici erano fuggiti, i soldati tornavano/tornarono/ erano tornati nell’accampamento.

    • Cum amicus tuus fuerim, te iuvo/iuvabo

Essendo stato/Poiché sono stato tuo amico, ti aiuto/aiuterò

    • Cum hostes fugerint, milites in castra revertunt/revertent

Essendo i nemici fuggiti/Fuggiti i nemici/Dopo che i nemici sono fuggiti/Poiché i nemici sono fuggiti, i soldati tornano/torneranno nell’accampamento.

  • Se la subordinata è contemporanea, in italiano si può usare il gerundio semplice (forma implicita) oppure le congiunzioni quando/mentre/poichè e l’indicativo (forme esplicite).
    • Cum amicus tuus essem, te iuvabam/iuvi/iuveram

Essendo/Poiché ero tuo amico, ti aiutavo/aiutai/avevo aiutato

    • Cum hostes fugerent, milites in castra revertebant/reverterunt/reverterant

Essendo in fuga i nemici/Poichè i nemici fuggivano/Mentre i nemici fuggivano, i soldati tornavano/tornarono/ erano tornati nell’accampamento.

    • Cum amicus tuus sim, te iuvo/iuvabo

Essendo/Poiché sono tuo amico, ti aiuto/aiuterò

    • Cum hostes fugiant, milites in castra revertunt/revertent

Essendo in fuga i nemici/Mentre i nemici fuggono/Poiché i nemici fuggono, i soldati tornano/torneranno nell’accampamento.

  • Se la subordinata è posteriore, in italiano si può usare il gerundio della locuzione stare per….., avere intenzione di….. (forma implicita) oppure le congiunzioni quando/mentre/poichè e l’indicativo delle stesse locuzioni (forme esplicite).
    • Cum amicus tuus futurus essem, te iuvabam/iuvi/iuveram

Avendo intenzione di essere/Poiché avevo intenzione di essere tuo amico, ti aiutavo/aiutai/avevo aiutato

    • Cum hostes fugituri essent, milites in castra revertebant/reverterunt/reverterant

Stando i nemici per fuggire/Poichè i nemici stavano per fuggire/Mentre i nemici stavano per fuggire, i soldati tornavano/tornarono/ erano tornati nell’accampamento.

    • Cum amicus tuus futurus sim, te iuvo/iuvabo

Avendo intenzione di essere/Poiché ho intenzione di essere tuo amico, ti aiuto/aiuterò

    • Cum hostes fugituri sint, milites in castra revertunt/revertent

Stando i nemici per fuggire/Poichè i nemici stanno per fuggire/Mentre i nemici stanno per fuggire, i soldati tornano/torneranno nell’accampamento.

Si può notare che il gerundio non sempre è efficace, talvolta è proprio da scartare; la scelta fra le congiunzioni poiché, dopo che, mentre, quando, ecc. può esser fatta solo dopo che si è compreso il senso della frase.

Quindi il consiglio pratico è di impostare inizialmente la traduzione con una delle tante opzioni; una volta che si sarà compreso il senso globale delle due proposizioni, si potrà scegliere la forma italiana più adeguata al contesto.

    • Cum concessivo

Riflettiamo con attenzione su questa semplice frase latina:

Amici mei, cum in maximis difficultatibus essem, me iuvare recusaverunt.

Individuata la subordinata con cum e congiuntivo, stabilito che l’imperfetto essem indica contemporaneità con la reggente, possiamo abbozzare una prima comprensione:

I miei amici rifiutarono di aiutarmi, essendo io/poiché ero/mentre ero/quando ero in gravissime difficoltà.

Tutte le ipotesi appaiono in qualche misura accettabili, ma, dato il rapporto fra i due concetti espressi, si può interpretare la frase in modo diverso:

I miei amici rifiutarono di aiutarmi, sebbene/ quantunque/ nonostante/ benché/ malgrado fossi in gravissime difficoltà (anche se ero…)

Si tratta di un uso diverso della congiunzione cum, che qui introduce una proposizione concessiva, con le stesse caratteristiche della narrativa per l’uso dei tempi; il valore concessivo è più evidente quando nella reggente c’è la congiunzione tamen (tuttavia).

Cum Romani in magna trepidatione essent, Hannibal tamen victoria uti nescivit.

Benché i Romani fossero in grande trepidazione, Annibale tuttavia non seppe sfruttare la vittoria.

    • Cum avversativo

Si può infine accennare ad un ulteriore uso della congiunzione subordinante cum, sempre seguita dal congiuntivo, ancora con le stesse regole per l’uso dei tempi. Si tratta di una proposizione avversativa, che esprime un concetto opposto e simmetrico rispetto a quello della reggente (uno fa una cosa, mentre/laddove uno ne fa un’altra).

Tu locum ex loco mutas, cum illud, quod quaeris, omni loco positum sit.

Tu cambi un luogo dopo l’altro, mentre invece/laddove quello che cerchi è riposto in ogni luogo.

E tu cosa ne pensi?

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