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	<title>Commenti a: Lucrezio: Mors immortalis (dalla morte alla vita, poesia come antidoto alla paura)</title>
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	<description>Versioni Latine, Corso di Latino, Vita Latina, Letteratura</description>
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		<title>Di: Andrew</title>
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		<dc:creator>Andrew</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Nov 2008 13:08:37 +0000</pubDate>
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		<description>Ed ecco un piccolo resoconto della serata  =)

Il pubblico ha gradito l&#039;accostamento di musica antica e letteratura.
Il tema mors immortalis ha dato la possibilità di spaziare molto nella storia della letteratura, il lietmotiv era la ricerca del farmacon contro la paura e l&#039;angoscia che stanno dietro l&#039;effimera esistenza dell&#039;uomo...ovviamente le risposte che ciascun autore portava erano le più diverse possibili, ma comunque una possibilità di riscatto e nuova speranza sono i punti di arrivo di questo percorso. Assolutamente quanto riguarda Lucrezio non potevano mancare il paragone della poesia come miele per addolcire l&#039;amara medicina ai fanciulli, oltre gli episodi della peste e della morte della città, passando poi a Platone, Cicerone e Orazio fino a Manzoni con il momento di spannung emotivo della serata con il passo della madre di Cecilia per arrivare ai giorni nostri con i versi di Saba e Alda Marini. Il compito del liuto era quello di accompagnare con dolci accenti, or lieti or mesti, ciò che veniva letto...Molto veniva improvvisato, su bassi ostinati rinascimentali e secenteschi, improvvisazioni polifoniche su di un modo musicale adatto al contesto, prendendo spunto dalla teoria della retorica musicale cinquecentesca (quella che diventerà nel 600 la teoria degli affetti) ma c&#039;era lo spazio anche per qualche grande compositore del rinascimento come J.A. Dalza, F. da Milano o J. Dowland. La serata si è conclusa con stuzzichini e cocktails e qualche chiacchera in compagnia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ed ecco un piccolo resoconto della serata  =)</p>
<p>Il pubblico ha gradito l&#8217;accostamento di musica antica e letteratura.<br />
Il tema mors immortalis ha dato la possibilità di spaziare molto nella storia della letteratura, il lietmotiv era la ricerca del farmacon contro la paura e l&#8217;angoscia che stanno dietro l&#8217;effimera esistenza dell&#8217;uomo&#8230;ovviamente le risposte che ciascun autore portava erano le più diverse possibili, ma comunque una possibilità di riscatto e nuova speranza sono i punti di arrivo di questo percorso. Assolutamente quanto riguarda Lucrezio non potevano mancare il paragone della poesia come miele per addolcire l&#8217;amara medicina ai fanciulli, oltre gli episodi della peste e della morte della città, passando poi a Platone, Cicerone e Orazio fino a Manzoni con il momento di spannung emotivo della serata con il passo della madre di Cecilia per arrivare ai giorni nostri con i versi di Saba e Alda Marini. Il compito del liuto era quello di accompagnare con dolci accenti, or lieti or mesti, ciò che veniva letto&#8230;Molto veniva improvvisato, su bassi ostinati rinascimentali e secenteschi, improvvisazioni polifoniche su di un modo musicale adatto al contesto, prendendo spunto dalla teoria della retorica musicale cinquecentesca (quella che diventerà nel 600 la teoria degli affetti) ma c&#8217;era lo spazio anche per qualche grande compositore del rinascimento come J.A. Dalza, F. da Milano o J. Dowland. La serata si è conclusa con stuzzichini e cocktails e qualche chiacchera in compagnia.</p>
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