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	<title>Discipulus 2.0</title>
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	<description>Versioni Latine, Corso di Latino, Vita Latina, Letteratura</description>
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		<title>Usi medicinali del garum</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 17:48:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peppone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[allec]]></category>
		<category><![CDATA[Columella]]></category>
		<category><![CDATA[De Re Rustica]]></category>
		<category><![CDATA[Dioscoride]]></category>
		<category><![CDATA[garum]]></category>
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		<description><![CDATA[Se è vero che molte cose che non hanno proprio un sapore gradevole sono medicinali, non c&#8217;è ragione per cui il nostro garum dovrebbe far eccezione! Delle proprietà medicamentose di questo prodotto siamo bene informati sia da fonti greche che latine.
Ad informarci di questi usi non alimentari è il medico greco Dioscoride (1), che nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se è vero che molte cose che non hanno proprio un sapore gradevole sono medicinali, non c&#8217;è ragione per cui il nostro <em>garum </em>dovrebbe far eccezione! Delle proprietà medicamentose di questo prodotto siamo bene informati sia da fonti greche che latine.<br />
Ad informarci di questi usi non alimentari è il medico greco <strong>Dioscoride </strong>(1), che nella sua opera in sei libri sulla materia medica dice:</p>
<blockquote><p>Ogni tipo di garum, che è una salsa ottenuta da pesci e carni macerati con il sale, se con esso si fa un impiastro caldo, blocca le piaghe che consumano. Cura i morsi di cane. Si somministra a quelli che soffrono di dissenteria e di sciatica; ad alcuni si somministra perché cauterizzi le parti piagate, ad altri, invece, per far sentire ferite che non hanno avvertito.</p></blockquote>
<p>Concorda per quanto riguarda questi usi <strong>Plinio </strong>(2)<strong> </strong>:</p>
<blockquote><p>&#8230;e col garum si guariscono le ustioni recenti, purché colui che lo versa non dica garum. E&#8217; utile contro i morsi dei cani e soprattutto contro quelli del coccodrillo, e per le ferite che si diffondano o quelle infettate. E&#8217; ancora magnificamente utile anche per le ferite e i dolori della bocca e delle orecchie&#8230;</p></blockquote>
<p>Quindi stia bene attento colui che, volendo utilizzare farmaci alternativi per curarsi una scottatura, mentre si disinfetta col garum non ne pronunci il nome, o ne vanificherà gli effetti!<br />
L&#8217;autore del trattato <em>De Re Rustica</em> in dieci libri, <strong>Columella </strong>(3), ci riferisce che il <em>garum </em>poteva essere usato anche per curare una pericolosa epidemia che colpiva le cavalle:</p>
<blockquote><p>Vi è anche la famosa letale epidemia, tale che in pochi giorni le cavalle diventano preda di un improvviso deperimento e quindi della morte: quando ciò accade, è utile infondere quattro sestari di garum in ciascuna narice per gli animali più piccoli, per i più grandi se ne deve versare un congio. Ciò provoca la fuoriuscita dalle narici del muco e guarisce l&#8217;animale.</p></blockquote>
<p>Povere cavalle: per guarire dalla malattia dovevano ricevere nelle narici dai due ai tre litri abbondanti di salata salsa di pesce! In ogni caso avrebbero dovuto apprezzare quanto faceva il loro padrone, che certo per questa cura spendeva un bel po&#8217;, dati i prezzi del garum.</p>
<p>Anche l&#8217;<em>allec </em>è citato da Plinio (4) come prodotto dalle qualità curative, ed usato soprattutto per curare alcune malattie cutanee degli animali:</p>
<blockquote><p>Allo stesso tempo esso (l&#8217;allec) sarebbe indicato per i bisogni della vita. Anche esso ha qualche uso in medicina: infatti anche l&#8217;allec guarisce la scabbia delle pecore, iniettato attraverso un&#8217;incisione della pelle, ed è utile anche contro i morsi del cane o del drago marino, e viene posto su bende di lino sfilacciate.</p></blockquote>
<p>Note:</p>
<ol>
<li>Dioscoride Pedanio, De materia medica, libro II, 32: &lt;γάρος&gt; δὲ πᾶς τῶν ταριχευτικῶν ἰχθύων καὶ κρεῶν καταντλούμενος νομὰς ἐφιστᾷ καὶ κυνόδηκτα ἰᾶται. ἐνίεται δὲ καὶ ἐπὶ δυσεντερικῶν καὶ ἰσχιαδικῶν, ἐφ&#8217;ὦν μὲν ἵνἃ τὰ εἱλκωμένα ἐπισπάσῃ, ἐφ&#8217;ὦν δὲ ἵνα τὰ ἀνέλκωτα ἐρεθίσῃ</li>
<li>Plinio, libro XXXI, 96: &#8230;et garo ambusta recentia sanantur, si quis infundat ac non nominet garum. contra canum quoque morsus prodest maximeque crocodili et ulceribus, quae serpunt, aut sordidis. oris quoque et aurium ulceribus aut doloribus mirifice prodest.</li>
<li>Columella, De Re Rustica, libro VI, 34: Est etiam illa pestifera labes, ut intra paucos dies equae subita macie et deinde morte corripiantur; quod cum accidit, quaternos sextarios gari singulis per nares infundere utile est, si minoris formae sunt; nam si maioris, etiam congios. Ea res omnem pituita per nares elicit, et pecudem expurgat.</li>
<li>Idem: Haec obiter indicata sint desideriis vitae. et ipsa tamen non nullius usus in medendo. namque et allece scabies pecoris sanatur infusa per cutem incisam, et contra canis morsus draconisve marini prodest, in linteolis autem concerptis inponitur&#8230;</li>
</ol>
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		<item>
		<title>Lezione 17 &#8211; I verba iubendi</title>
		<link>http://www.discipulus.it/didattica/lezione-1-i-verba-iubendi.html</link>
		<comments>http://www.discipulus.it/didattica/lezione-1-i-verba-iubendi.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 31 May 2009 23:39:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sempronia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corso base di Latino]]></category>
		<category><![CDATA[Didattica]]></category>
		<category><![CDATA[autodidatti]]></category>
		<category><![CDATA[corso]]></category>
		<category><![CDATA[corso di latino]]></category>
		<category><![CDATA[esercizi]]></category>
		<category><![CDATA[imparare il latino]]></category>
		<category><![CDATA[iubeo]]></category>
		<category><![CDATA[lezione]]></category>
		<category><![CDATA[sintassi]]></category>
		<category><![CDATA[verba iubendi]]></category>

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		<description><![CDATA[In questa lezione affrontiamo lo studio dei verba iubendi, ovvero i verbi di comando e la loro costruzione. Con esercizi.Si raggruppano sotto la definizione di verba iubendi i verbi latini che esprimono i concetti di base di imporre, consentire, proibire:

iubeo, -es, iussi, iussum, -ere = ordinare/comandare/imporre (a uno di fare qualcosa)
sino, -is, sivi, situm, -ere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>In questa lezione affrontiamo lo studio dei </em>verba iubendi<em>, ovvero i verbi di comando e la loro costruzione. Con esercizi.<span id="more-387"></span></em>Si raggruppano sotto la definizione di <em>verba iubendi</em> i verbi latini che esprimono i concetti di base di <strong>imporre</strong>, <strong>consentire</strong>, <strong>proibire</strong>:</p>
<ul>
<li><em>iubeo, -es, iussi, iussum, -ere</em> = ordinare/comandare/imporre (a uno di fare qualcosa)</li>
<li><em>sino, -is, sivi, situm, -ere</em> = permettere/consentire (a qualcuno di fare qualcosa)</li>
<li><em>veto, -as, vetui, vetitum, -are</em> = proibire/vietare/impedire (a qualcuno di fare qualcosa)</li>
<li><em>prohibeo, &#8211; es, prohibui, prohibitum, -ere</em> = stessi significati di <em>vetare</em></li>
</ul>
<p>Come sono usati in latino? Tralasciando la forma attiva, alla quale si fa cenno alla fine della scheda, ci si deve soffermare sul loro uso al <strong>passivo</strong>. Qualche breve testo latino, confrontato con la traduzione italiana, chiarirà le differenze.</p>
<ul>
<li><em>Commodum nostrum requirere cum aliorum damno legibus <strong>(nos) vetamur</strong></em> (Cic.)<br />
<strong>Ci è proibito</strong> dalle leggi perseguire il nostro interesse a danno degli altri.</li>
<li><strong><em>Consules iubentur</em></strong><em> subitarium scribere exercitum</em> (Liv.)<br />
<strong>Ai consoli viene ordinato</strong> di arruolare un esercito improvvisato.</li>
<li><strong><em>Hic</em></strong><em> accusare eum non <strong>est situs</strong></em> (Cic.)<br />
<strong>A costui</strong> non <strong>fu permesso</strong> di accusarlo.</li>
<li><strong><em>(Vos) Prohibiti estis</em></strong><em> in provincia vestra pedem ponere</em> (Cic.)<br />
<strong>Vi fu proibito</strong> di metter piede nella vostra provincia.</li>
<li><em>Semina praeterea populos genitura <strong>(tu) iuberis</strong> spargere</em> (Ov.)<br />
Inoltre <strong>ti viene ordinato</strong> di spargere semi che genereranno popoli.</li>
</ul>
<p>Si può osservare che, in latino, i <strong><em>verba iubendi</em></strong> nella forma passiva sono coniugati <strong>personalmente</strong>, cioè concordati con un soggetto di 1°/ 2°/ 3° persona, singolare o plurale. I corrispondenti verbi italiani, invece, nella forma passiva generalmente non ammettono come soggetto una persona, ma solo una cosa (sostantivo, infinito, proposizione soggettiva). Infatti in italiano non si usano espressioni del tipo “un uomo viene vietato”, “tu vieni proibito”, “noi fummo consentiti” etc., mentre si dice “una strada viene vietata”, “il film è proibito”, “il viaggio viene consentito”, “è proibito fumare”, “fu consentito che entrassero tutti”.</p>
<p>Il diverso uso dei <strong>verbi di comando</strong> nelle due lingue spiega la difficoltà dei principianti a tradurli; essa è però superabile con un piccolo trucco, quello di <strong>usare sinonimi italiani</strong> che permettano la forma passiva personale.</p>
<ul>
<li><strong><em>Iubere</em></strong>: <strong>ordinare</strong> a uno di fare, ma anche <strong>obbligare </strong>uno a fare.</li>
<li><strong><em>Iubemur</em></strong><em> dicere</em> &#8211; <strong>Veniamo obbligati</strong> a dire (passivo personale) / <strong>Si ordina a noi</strong> di dire (passivo impersonale)</li>
<li><strong><em>Vetare/prohibere</em></strong> : <strong>vietare/proibire</strong> a uno di fare, ma anche <strong>trattenere </strong>uno dal fare</li>
<li><strong><em>Prohibitus est</em></strong> dicere sententiam &#8211; <strong>Egli </strong><strong>è stato trattenuto</strong> dal pronunciare la sua opinione /<strong>A lui è stato vietato</strong> di pronunciare la sua opinione.</li>
<li><strong><em>Sinere</em></strong>: <strong>permettere/consentire</strong>, ma anche <strong>lasciare </strong></li>
<li><strong><em>Sinebamur</em></strong><em> in urbem inire</em> &#8211; <strong>Venivamo lasciati</strong> entrare in città / <strong>A noi si consentiva</strong> di entrare in città.</li>
</ul>
<p><strong>N.B. </strong></p>
<p>Un <em>verbum iubendi</em> molto frequente nei testi è <strong><em>impero, -as, -avi, -atum, -are</em></strong>, che, a differenza degli altri già citati, al passivo si trova usato impersonalmente.</p>
<ul>
<li><em>Mihi imperatur loqui</em> – Mi viene ordinato di parlare</li>
<li><em>Tibi <strong>imperatum</strong> est </em><em>exire </em>– ti è stato ordinato di uscire (nota che il participio è di genere neutro, come sempre nel passivo impersonale)</li>
</ul>
<p><strong>Appendice – costruzione attiva dei verba iubendi </strong></p>
<p>Nella forma attiva <strong><em>impero</em></strong> è seguito quasi sempre da una completiva di tipo volitivo, con <strong><em>ut/ne</em> e il</strong><strong> congiuntivo</strong>; <strong><em>iubeo</em></strong> è seguito da <strong>accusativo e infinito</strong>; gli altri <em>verba </em><em>iubendi</em> possono reggere un’infinitiva o un congiuntivo con <em>ut, quin o quominus</em>.</p>
<ul>
<li><em>Caesar <strong>pontem </strong><strong>rescindi</strong> iubet</em> (Ces.) – Cesare ordina <strong>che</strong> il ponte <strong>venga tagliato</strong>/<strong>di </strong><strong>tagliare</strong> il ponte.</li>
<li><em>Caesar suis imperavit <strong>ne </strong>quod omnino telum in hostes <strong>reicerent</strong></em> (Ces.) – Cesare ordinò ai suoi <strong>che non rigettassero</strong>/<strong>di non rigettare</strong> assolutamente alcun dardo contro i nemici.</li>
<li><strong><em>Vinum</em></strong><em> a mercatoribus ad se <strong>importari</strong> non sinunt</em> (Ces.) – Non permettono che il vino venga importato nel loro territorio dai mercanti</li>
<li><strong><em>Nostros</em></strong><em> intra munitiones <strong>ingredi</strong> prohibebant</em> (Ces.) – Impedivano che i nostri entrassero all’interno delle fortificazioni</li>
</ul>
<p><strong>Esercizi</strong></p>
<p><strong>Latino-Italiano </strong></p>
<ol>
<li>Plura scribere fletu prohibeor (Cic.)</li>
<li>Non adesse eram iussus (Cic.)</li>
<li>Redemptores vetiti sunt frumentum parare (Liv.)</li>
<li>Milites quod iussi sunt faciunt (Ces.)</li>
<li>Aebutius restituere fundum iubebatur (Cic)</li>
<li>Templa iubet fieri Veneri (Ov.)</li>
<li>Numidae sicuti iussi erant in proxumos (=proximos) collis (=colles) discedunt (Sall.)</li>
<li>Scribi duae urbanae legiones iussae sunt et viginti milia sociorum (Liv.)</li>
<li>Inter vineas seri non vetentur fici (Pl. Sen.)</li>
<li>Hernici et Latini iussi sunt milites dare ex foedere (Liv.)</li>
<li>Dolore prohibeor, quae gesta sunt, pronuntiare (Ces.)</li>
<li>Ad doctas proficisci cogor Athenas (Prop.)</li>
<li>Nec quicquam, quod lege vetor committere, feci (Ov.)</li>
<li>Fit in hostes impetus nostrorum, sed e muro sagittis tormentisque fugientes persequi prohibebantur (Ces.)</li>
<li>Caesar speculatoria navigia militibus compleri iussit (Ces.)</li>
<li>Ficus in doleum vel in amphoras conditur et ibi sinitur fermentari (Col.)</li>
<li>Flaminius consul iis signis iisque auspiciis, quibus pugnare prohibebatur, non paruit (Cic.)</li>
<li>Parentes prohibentur adire ad filios, prohibentur liberis suis cibum vestitumque ferre (Cic.)</li>
<li>Caesar Helvetios in fines suos reverti iussit (Ces.)</li>
<li>Sabinus, iussus arma abicere, imperatum facit suisque ut idem faciant imperat (Ces.)</li>
<li>Missi (sunt) legati Athenas Sp. Postumius Albus A. Manlius P. Sulpicius Camerinus, iussique inclitas leges Solonis describere et aliarum Graeciae ciuitat(i)um instituta mores iuraque nascere (Liv.)</li>
<li>Iubetur Arridaeus rex corpus Alexandri in Hammonis templum deducere (Giust.)</li>
<li>Populus eum diem festum habere ac servare in perpetuum iussus est (Liv.)</li>
<li>Nolani muros portasque adire vetiti sunt (Liv.)</li>
</ol>
<p><strong>Italiano-Latino </strong></p>
<ol>
<li>Mi è stato proibito di assistere ai giochi.</li>
<li>Vi si consente di parlare.</li>
<li>Sono costretto a parlare in mia difesa.</li>
<li>Gli fu comandato di andare in esilio.</li>
<li>Si comanda loro di essere presenti il giorno successivo.</li>
<li>E’ proibito immolare vittime umane.</li>
<li>Mi si vieta di fare ciò che è permesso a tutti gli altri.</li>
<li>Ad Antioco fu concesso di regnare sino ai monti Tauri.</li>
<li>Non ci sarà permesso partire prima dell’alba.</li>
<li>Essendovi stato comandato di deporre le armi, eseguite subito l’ordine che avete ricevuto.</li>
</ol>
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		</item>
		<item>
		<title>Lezione 16 &#8211; L&#8217;uso dei casi con preposizione</title>
		<link>http://www.discipulus.it/didattica/lezione-16-uso-dei-casi-con-preposizione.html</link>
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		<pubDate>Sun, 17 May 2009 22:33:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sempronia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corso base di Latino]]></category>
		<category><![CDATA[Didattica]]></category>
		<category><![CDATA[ablativo]]></category>
		<category><![CDATA[accusativo]]></category>
		<category><![CDATA[autodidatti]]></category>
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		<category><![CDATA[nominativo]]></category>
		<category><![CDATA[preposizioni latine]]></category>
		<category><![CDATA[uso dei casi con preposizione]]></category>
		<category><![CDATA[vocativo]]></category>

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		<description><![CDATA[In questa lezione parliamo dell&#8217;uso dei casi con preposizione, per l&#8217;espressione delle molteplici funzioni sintattiche.
Le preposizioni
I casi latini sono solo sei, ma si possono esprimere le  molteplici funzioni sintattiche attraverso la loro combinazione con le preposizioni,  esistenti in latino come in italiano.
Vale la pena sottolineare però le differenze:

in latino le preposizioni sono solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>In questa lezione parliamo dell&#8217;uso dei casi con preposizione, per l&#8217;espressione delle molteplici funzioni sintattiche.</em></p>
<p><strong><span id="more-569"></span>Le preposizioni</strong></p>
<p>I casi latini sono solo sei, ma si possono esprimere le  molteplici funzioni sintattiche attraverso la loro combinazione con le <strong>preposizioni</strong>,  esistenti in latino come in italiano.</p>
<p>Vale la pena sottolineare però le differenze:</p>
<ol>
<li>in latino le preposizioni sono solo <strong>semplici</strong>,  in italiano anche <strong>articolate</strong>;</li>
<li>in latino esse <strong>accompagnano</strong> solo <strong>nomi </strong>o <strong>sostituenti del nome</strong> (pronomi,  aggettivi sostantivati), in italiano invece precedono anche l’<strong>infinito</strong> (<strong>per</strong> avere, <strong>di</strong> fare, <strong>a</strong> pensare&#8230;.)</li>
</ol>
<p>Cominciamo a familiarizzare con le preposizioni latine più  usate, osservandone alcune caratteristiche:</p>
<ol>
<li>alcune  di esse <strong>reggono</strong> (cioè accompagnano) <strong>solo</strong> il caso <strong>accusativo</strong>: <strong><em>ad, apud, per, ob, propter, inter, contra, ante, post,  trans</em></strong></li>
<li>altre <strong>reggono solo</strong> il caso <strong>ablativo</strong>: <strong><em>a/ab*, e/ex*, de, cum, sine,  prae, pro</em></strong></li>
<li>altre infine possono reggere <strong>sia  l’accusativo che l’ablativo</strong>: <strong><em>in, sub</em></strong></li>
<li>con il genitivo e il dativo non si usano  preposizioni; il <strong>genitivo</strong> può essere seguito da <strong><em>causa</em></strong> o <strong><em>gratia</em></strong> (come nella locuzione <strong><em>honoris causa</em></strong>), ma non si tratta di  preposizioni, bensì di ablativi singolari di nomi della prima declinazione.</li>
</ol>
<p><strong><em>*</em></strong>Le preposizioni <strong><em>ab, ex</em></strong> hanno una <strong>consonante</strong> <strong>mobile</strong> <strong>per ragioni</strong> <strong>eufoniche: </strong>detto  in termini semplici, se la parola seguente comincia per vocale, si evita lo <strong>iato</strong> usando le forme <em>ab</em> o <em>ex</em> <strong><em>(ab amicis, a domino, ex amicis, e  domino)</em></strong></p>
<p><strong>Le preposizioni che reggono l’accusativo</strong></p>
<ul>
<li><strong><em>Ad</em> </strong>esprime la destinazione,  reale o figurata, quindi <strong><span style="color: #ff0000;">moto a luogo</span></strong> e <strong><span style="color: #ff0000;">fine</span></strong><br />
<em>Ad urbem appropinquo</em> = mi avvicino alla  città; <em>res apta</em> <em>ad hoc</em> = cosa adatta per questo (scopo)</li>
<li><strong><em>Apud</em> </strong>indica lo <span style="color: #ff0000;"><strong>stato in luogo</strong></span> nelle vicinanze<br />
<em>Apud urbem vivit</em> = vive nei pressi della  città; <em>pugna apud Zamam</em> = la  battaglia di Zama (cioè combattuta nei pressi di Zama)</li>
<li><strong><em>Per</em> </strong>si usa per il <strong>moto  per luogo</strong>,<span style="color: #ff0000;"><strong> tempo continuato</strong></span> e <span style="color: #ff0000;"><strong>mezzo animato</strong></span><br />
<em>Per silvam ad urbem  perveniunt</em> = arrivano alla città attraverso un bosco</li>
<li><em><strong>Multas </strong>per horas pugnatur</em> = si combatte per molte  ore<br />
<em>Per nuntium epistula  mittitur</em> = una lettera viene mandata attraverso un messaggero</li>
<li><strong><em>Ob/propter</em></strong> si usano prevalentemente  per indicare la <span style="color: #ff0000;"><strong>causa </strong></span>di un evento<em><br />
Nobis ob merita sua carus  est</em> = Per i suoi meriti egli ci è caro<em><br />
Propter adulescentiam haec  minus videtis</em> = Vedete meno queste cose per la giovane età</li>
<li><strong><em>Inter </em></strong>indica un particolare tipo di <span style="color: #ff0000;"><strong>stato in luogo </strong></span><em><br />
Inter mare montesque urbs  est</em> = la  città si trova fra il mare e i monti</li>
<li><strong><em>Contra </em></strong>esprime destinazione  ostile, una  specie di <span style="color: #ff0000;"><strong>moto a luogo</strong></span> figurato<em><br />
Contra hostes impetum Romani  fecerunt</em> = I Romani fecero un assalto contro i nemici</li>
<li><strong><em>Ante </em></strong>può indicare<span style="color: #ff0000;"><strong> stato in luogo</strong></span> e <span style="color: #ff0000;"><strong>tempo determinato</strong></span><em><br />
Ante lucem</em> = prima dell’alba; <em>ante moenia</em> = davanti alle mura</li>
<li><strong><em>Post </em></strong>può indicare <span style="color: #ff0000;"><strong>stato in luogo</strong></span> e <span style="color: #ff0000;"><strong>tempo determinato</strong></span><em><br />
Post pugnam</em> = dopo la battaglia; <em>post murum</em> = dietro il muro</li>
<li><strong><em>Trans </em></strong>può esprimere <span style="color: #ff0000;"><strong>stato in luogo</strong></span> e <span style="color: #ff0000;"><strong>moto a luogo </strong></span><em><br />
Trans flumen ire</em> = andare al di là del  fiume; <em>trans pontem castra habere </em>=  tenere il campo al di là del ponte</li>
</ul>
<p><strong>Le preposizioni che reggono l’ablativo</strong></p>
<ul>
<li><strong><em>A / Ab</em></strong> può indicare <span style="color: #ff0000;"><strong>moto da luogo</strong></span>, <strong>agente</strong>, <strong>origine</strong>, <strong>provenienza</strong>, <strong> allontanamento</strong><em><br />
Profecti sunt ab Ilio</em> = Partirono da Ilio<em><br />
Aedui a Caesare in  servitutem redacti sunt</em> = Gli Edui furono ridotti in schiavitù da Cesare<em><br />
Dicere didicit a discendi  magistris</em> = Ha imparato l’arte oratoria dai maestri di oratoria<em><br />
A periculis aberant</em> = Si tenevano lontani dai pericoli</li>
<li><strong><em>E / Ex</em></strong> esprime <span style="color: #ff0000;"><strong>moto </strong></span><span style="color: #ff0000;"><strong>da </strong></span><span style="color: #ff0000;"><strong>luogo</strong></span>, <strong>origine</strong>, <strong>provenienza</strong>, <span style="color: #ff0000;"><strong>partitivo</strong></span>, <strong>materia</strong><em><br />
Ex urbe reges exacti sunt</em>= I re furono scacciati dalla città<em><br />
Ex innocentia nascitur  dignitas</em> = Dall’innocenza nasce la dignità<em><br />
Melior  ex ducibus</em> = Il migliore fra i due generali<em><br />
Statua ex auro</em> = Una statua d’oro</li>
<li><strong><em>De</em> </strong>si usa per <span style="color: #ff0000;"><strong>moto  da luogo</strong></span>, <strong>materia</strong>, <strong>argomento </strong><em><br />
De finibus suis exeunt</em> = Si allontanano dal proprio territorio<em><br />
De marmore templum</em> = Un tempio di marmo<em><br />
De communi malo tecum  colloquor</em> = Discuto con te della comune malattia</li>
<li><strong><em>Cum</em> </strong>indica <span style="color: #ff0000;"><strong>modo </strong></span>e <strong>compagnia/unione</strong> (in funzione di compagnia,  può essere rafforzato da <strong><em>una</em></strong>)<em><br />
Magno cum periculo</em> = Con grande pericolo<em><br />
Cum voluptate moriuntur</em> = Muoiono con gioia<em><br />
Victoriae gloriam cum  collega communicavit</em> = Spartì con il collega la gloria della vittoria<em><br />
Una cum ceteris Dumnorix  erat</em> = Dumnorige era insieme a tutti gli altri</li>
<li><strong><em>Sine</em> </strong>corrisponde all’italiano <strong> senza </strong>(il contrario  della funzione di <strong>unione</strong>)<em><br />
Sine nomine corpus</em> = Un corpo senza nome</li>
<li><strong><em>Prae</em> </strong>si usa per la <span style="color: #ff0000;"><strong>causa </strong></span>che impedisce e lo<span style="color: #ff0000;"><strong> stato in luogo</strong></span><em><br />
Prae metu ubi sim nescio</em> = Per la paura non so dove sono<em><br />
Prae se armentum agere</em> = Spingere la mandria davanti a sé</li>
<li><strong><em>Pro</em> </strong>può indicare <span style="color: #ff0000;"><strong>vantaggio</strong></span>, <span style="color: #ff0000;"><strong>stato in luogo</strong></span>, <strong>sostituzione</strong><em><br />
Pro patria pugnare</em> = Combattere per la patria<em><br />
Pro moenibus esse</em> = Stare davanti alle mura<em><br />
Lucilium pro Horatio  legunt</em> = Leggono Lucilio invece di Orazio</li>
</ul>
<p><strong>Le preposizioni che reggono accusativo e ablativo</strong></p>
<ul>
<li><strong><em>In</em> + ablativo</strong> si usa per <span style="color: #ff0000;"><strong>stato in luogo</strong></span> e <span style="color: #ff0000;"><strong>tempo determinato</strong></span><em><br />
In foro orationem dicere</em> = Pronunciare un discorso nel foro<em><br />
In pueritia mea</em> = Durante la mia fanciullezza</li>
<li><strong><em>In</em> + accusativo</strong> si usa per <span style="color: #ff0000;"><strong>moto a luogo</strong></span><em><br />
In carcerem ducitur</em> = Viene portato in carcere</li>
<li><strong><em>Sub </em>+  ablativo </strong>esprime <span style="color: #ff0000;"><strong>stato in luogo</strong></span> e <span style="color: #ff0000;"><strong>tempo determinato</strong></span><em><br />
Sub terra habitare</em> = Abitare sotto terra<em><br />
Sub luce</em> = Sul far del giorno</li>
<li><strong><em>Sub </em>+  accusativo</strong> esprime <span style="color: #ff0000;"><strong>moto a luogo</strong></span> e <span style="color: #ff0000;"><strong>tempo determinato </strong></span><em><br />
Sub tanta pericula missus  est</em> = Fu mandato incontro a pericoli così grandi<em><br />
Sub vesperum</em> = Verso il tramonto</li>
</ul>
<p><strong>Appendice</strong></p>
<ul>
<li><strong>Il genitivo seguito da <em>causa/gratia</em></strong> indica il <span style="color: #ff0000;"><strong>fine </strong></span>(qualcuno parla di <strong>causa finale</strong>, per sottolineare che non è ben chiara la  differenza tra le due funzioni)<em><br />
Sui quaestus causa</em> = Per il proprio guadagno<em><br />
Rei publicae causa</em> = Nell’interesse dello stato<em><br />
Exempli gratia</em> = A titolo d’esempio</li>
<li><strong>L’avverbio <em>quam</em></strong>, <strong>seguito dallo stesso caso del primo  temine, esprime il <span style="color: #ff0000;">paragone </span></strong><em><br />
Bonum est confidere in  Domino quam in homine</em> = E’ bene aver fiducia in Dio piuttosto che nell’uomo</li>
</ul>
<p><strong>N.B. Le  funzioni sintattiche evidenziate <span style="color: #ff0000;">in rosso</span> sono  state trattate anche nella <a href="http://www.discipulus.it/didattica/lezione-08-luso-dei-casi-semplici.html">lezione relativa all’uso dei casi semplici</a>.</strong></p>
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		<title>Palline al formaggio</title>
		<link>http://www.discipulus.it/vita-latina/palline-al-formaggio.html</link>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 22:20:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dionisius</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Vita Latina]]></category>
		<category><![CDATA[catone]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[De Re Rustica]]></category>
		<category><![CDATA[globuli]]></category>
		<category><![CDATA[palline al formaggio]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta]]></category>

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		<description><![CDATA[Lectio: Globuli [Cato, De Re Rustica, 79]
Simili ai precedenti &#8220;bocconcini al formaggio&#8221;, questi globuli (lett. palline) hanno forma diversa e sono fritti. Questi globuli sono eccellenti come aperitivo, e possono benissimo accompagnare un antipasto.
Sconsigliato è il loro utilizzo come pane vero e proprio.
Globos sic facito: caseum cum alica(1) ad eundem modum misceto; inde, quantos voles [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_553" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><strong><img class="size-full wp-image-553" title="Palline al formaggio" src="http://www.discipulus.it/wp-content/uploads/200x150_pallinealformaggio.jpg" alt="Palline al formaggio" width="200" height="150" /></strong><p class="wp-caption-text">Palline al formaggio</p></div>
<p><strong>Lectio: Globuli [Cato, De Re Rustica, 79]</strong></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Simili ai precedenti &#8220;bocconcini al formaggio&#8221;, questi </em>globuli <em>(lett. palline) hanno forma diversa e sono fritti. Questi </em>globuli <em>sono eccellenti come aperitivo, e possono benissimo accompagnare un antipasto.<br />
Sconsigliato è il loro utilizzo come pane vero e proprio.</em></span></p>
<p><span id="more-552"></span>Globos sic facito: caseum cum alica(1) ad eundem modum misceto; inde, quantos voles facere, facito. In aenum(2) caldum unguen(3) indito. Singulos aut binos(4) coquito versatoque crebro(5) duabus rudibus(6): coctos eximito, eos melle unguito, papaver infriato: ita ponito.</p>
<ol>
<li> <em>alica</em>: è il farro, e per estensione la farina di farro.</li>
<li> <em>aenum</em>: è il recipiente di rame, etimologicamente collegato al termine <em>aes, aeris</em> che significa &#8220;bronzo, rame&#8221;.</li>
<li> <em>unguen</em>: <em>unguĕn</em>, <em>unguinis </em>è genericamente il &#8220;grasso&#8221; quindi strutto od olio.</li>
<li> <em>singulos</em>, <em>binos</em>: questi aggettivi numerali distributivi indicano &#8220;uno/due per volta&#8221;.</li>
<li> <em>crebro</em>: ablativo avverbiale, &#8220;di frequente&#8221;.</li>
<li> <em>rudibus</em>: <em>rudis, -is</em> è la spatola, il mestolo in legno.</li>
</ol>
<p><strong>PALLINE AL FORMAGGIO</strong></p>
<p>Così preparerai le palline al formaggio: mescola 350g di farina di farro e 350g di ricotta. Insaporisci con un pizzico di sale. Ora modella tante focaccine schiacchiate, del diametro di 3 cm. Metti in una pentola abbondante olio, e fa che giunga ad ebollizione. Quindi cuoci le palline, badando di non metterne troppe a cuocere in una volta sola; rigirale frequentemente. Quando saranno cotte, spargile di miele e spolverale con del papavero. Così le servirai.</p>
<p><strong>Monitus Gnari</strong></p>
<ul>
<li>Il testo latino, come s&#8217;è visto, non specifica il tipo di formaggio da utilizzare. Nella ricetta si propone la ricotta vaccina, ma felice sostituti possono essere la ricotta caprina oppure un mix di 200 gr ricotta (vaccina o caprina) e 150 gr scamorza (affumicata o no).</li>
</ul>
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		<item>
		<title>Lezione 15 &#8211; Esercizi sugli usi di cum</title>
		<link>http://www.discipulus.it/didattica/lezione-15-esercizi-sugli-usi-di-cum.html</link>
		<comments>http://www.discipulus.it/didattica/lezione-15-esercizi-sugli-usi-di-cum.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 03 May 2009 23:58:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sempronia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corso base di Latino]]></category>
		<category><![CDATA[Didattica]]></category>
		<category><![CDATA[autodidatti]]></category>
		<category><![CDATA[corso]]></category>
		<category><![CDATA[corso di latino]]></category>
		<category><![CDATA[cum e congiuntivo]]></category>
		<category><![CDATA[cum e indicativo]]></category>
		<category><![CDATA[esercizi]]></category>
		<category><![CDATA[imparare il latino]]></category>
		<category><![CDATA[lezione]]></category>
		<category><![CDATA[sintassi]]></category>
		<category><![CDATA[usi di cum]]></category>

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		<description><![CDATA[Livello Base – Tutti gli usi di Cum
Latino-Italiano

Cum Caesar in Galliam venit, legatos ad  Aeduos misit.
Cum multa diceres, tamen nihil audivi.
Preclare facis, cum fratrem tuum amas.
Cum rus veni, reficior.
Semper de iisdem rebus disputat magna cum voluptate.
Cum ille hoc dixerit, omnes tacent.
Cum liberis pater profectus est.
Cum in villa sim, multas diei horas ago legens vel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Livello Base – Tutti gli usi di <em>Cum</em></strong></p>
<p><strong>Latino-Italiano</strong></p>
<ol>
<li>Cum Caesar in Galliam venit, legatos ad  Aeduos misit.</li>
<li>Cum multa diceres, tamen nihil audivi.</li>
<li>Preclare facis, cum fratrem tuum amas.</li>
<li>Cum rus veni, reficior.</li>
<li>Semper de iisdem rebus disputat magna cum voluptate.</li>
<li>Cum ille hoc dixerit, omnes tacent.</li>
<li>Cum liberis pater profectus est.</li>
<li>Cum in villa sim, multas diei horas ago legens vel  scribens.</li>
<li>Cum Gallos tum Helvetios Romani vincere possunt.</li>
<li>Milites, cum  arma abiecissent, ad flumen fugerunt.</li>
<li>Cum captus sit,  puer in vincla ducitur.</li>
<li>Cum magnus militum numerus interficeretur,  pauci salutem fuga petebant.</li>
<li>Venerat frater  meus cum aliquot amicis.</li>
<li>Cum Romam venirem, amicus tuus iter mecum  fecit.</li>
<li>Cum patrem meum  non viderim, ei litteras mittam.</li>
<li>Cum Liviam  aspiciam, amor me vincit.</li>
<li>Sociorum copiae  in monte constiterunt, cum dux statuisset equitatum exspectare.</li>
<li>Cum servi agros  colerent, dominus cum liberis otiosus vivebat.</li>
<li>Per tres annos  in eadem urbe cum propinquis meis vixi.</li>
<li>Cum Athenis  essem, frequenter Zenonem audiebam.</li>
<li>Phocion fuit  perpetuo pauper, cum divitissimus esse posset propter frequentes delatos  honores.</li>
</ol>
<p><strong>Italiano-Latino</strong></p>
<p><strong>In tutte le frasi è consigliato l’uso di subordinate esplicite con <em>cum</em></strong></p>
<ol>
<li>Parlando così delle tue imprese, non sei  degno di fede.</li>
<li>Discutendo con gli amici su questo fatto,  mostrò di essere inesperto.</li>
<li>Quando Cesare vinceva i soldati esultavano.</li>
<li>Avendoti visto incolume sono molto contento.</li>
<li>Tutti mi credono sciocco, mentre invece sono  solo un abile bugiardo.</li>
<li>Vedendo i suoi amici si rallegrò molto.</li>
<li>Tutti erano pronti al combattimento,  quand’ecco che il sole si eclissò.</li>
<li>Poiché non lo stimo non voglio incontrarlo.</li>
<li>Dopo che mi hai punito ho capito il mio  errore.</li>
<li>Benché tu sia mio amico, non ti aiuterò.</li>
<li>Dopo che la città fu distrutta, gli abitanti  furono venduti come schiavi.</li>
<li>Ti porterò un regalo quando arriverò in  città.</li>
<li>Poiché hai detto la verità ti premierò.</li>
<li>Sebbene avesse detto la verità, nessuno gli  diede ascolto.</li>
<li>Essendo Cesare giunto vincitore dalla Gallia,  i Romani lo accolsero festosi.</li>
</ol>
<p><strong>Livello Medio – Usi di <em>Cum</em></strong></p>
<p><strong>Latino-Italiano &#8211; <em>Cum</em></strong><strong> con  indicativo</strong></p>
<ol>
<li>Morati melius erimus, cum didicerimus quid  natura desideret (Cic)</li>
<li>Vix Aeneas ea fatus erat, geminae cum forte  columbae ipsa sub ora viri caelo venere (=venerunt) volantes (Virg.)</li>
<li>Cum omnes Caesarem metuebamus, Pompeius ipse eum  diligebat (Cic)</li>
<li>Praeclare facis, cum memoriam eorum tenes (Cic)</li>
<li>Cum cubitum ierat, omnia speculabatur et perscrutabatur  antea (Cic)</li>
<li>Omnia sunt incerta, cum a iure discessum est  (Cic)</li>
<li>Verres, cum ad aliquod oppidum venerat, eadem  letica usque in cubiculum deferebatur (Cic)</li>
<li>Fuit quoddam tempus cum in agris homines  passim, bestiarum modo, vagabantur te sibi victu fero vitam propagabant (Cic)</li>
<li>Ego te, cum in Massilienses tam acerbus es,  non animo aequo audio. Quousque enim Massiliam oppugnabis?</li>
<li>Cum huc veni, hoc ipsum nihil agere et plane  cessare me delectat (Cic)</li>
</ol>
<p><strong>Latino-Italiano &#8211; <em>Cum</em></strong><strong> con  congiuntivo</strong></p>
<ol>
<li>Cum interemisset Clitum, familiarem suum, vix a se  Alexander manus abstinuit (Cic)</li>
<li>Ipse Cicero, cum tenuissima valetudine esset, ne  nocturnum quidem sibi tempuad quietem relinquebat (Cic)</li>
<li>Cum ceteris in coloniis duumviri appellentur, hi  praetores appellari volebant (Cic)</li>
<li>Cur Lysias et Hyperides amatur, cum penitus ignoretur  Cato ? (Cic)</li>
<li>Cum (illi) ante noctem Capuam pervenire  possent, incerti de fide sociorum, haud procul Capua omnium egena corpora humi  prostraverunt (Liv)</li>
<li>Cur  Antonius tam mansuetus in senatu fuit, cum in edictis tam ferus fuisset? (Cic)</li>
<li>Cum id facere non possem, quievi, nec abiecte  nec sine aliqua digitate casum illum tuli (Cic)</li>
<li>Cum inambularem in xysto et essem otiosus  domi, Marcus ad me Brutus cum T. Pomponio venerat (Cic)</li>
<li>Cum e Pompeiano me Romam recepissem, Cincius  noster eam mihi epistulam reddidit, quan tu dederas (Cic)</li>
<li>Cum Caligula adversus cunctos ingenti  avaritia, libidine, crudelitate saeviret, in Palatio interfectus est (Eutr)</li>
<li>Alexander, cum in solium ascendisset, varias  barbaras gentes armorum vi aut sui nominis terrore subegit (Cic)</li>
<li>Cum nox descenderit, stellae apparent in  caelo (Nep)</li>
<li>Cum sis mortalis, quae sunt mortalia cura (Catone)</li>
<li>Aures, cum sonum  percipere debeant, recte in altis corporum partibus collocatae sunt (Cic)</li>
<li>Scipio et  Figulus consules, cum augures indicassent (=indicavissent) eos vitio creatos  esse, magistratu se abdicaverunt (Cic)</li>
<li>Nec te reprehendo, cum istam reprehensionem  ipse non fugerim (Cic)</li>
<li>Tu, cum Hannibal in Italia sit, relinquere  Italiam paras ? (Liv)</li>
<li>Ego ita censeo, cum res publica in summa  pericola venerit (Sall)</li>
<li>Athenae cum florerent aequis legibus, procax  libertas civitatem miscuit frenumque solvit pristinum licentia (Fed)</li>
<li>Simulat se eorum praesidio confidere, cum  interea aliud quidam iam diu machinetur (Cic)</li>
<li>Nihil satis paratum ad bellum in praesentia  habebant Romani, non exercitum, non ducem, cum Perseus omnia preparata atque  instructa haberet (Liv)</li>
<li>Regulus, cum  retineretur a propinquis et ab amicis, ad supplicium redire maluit quam fidem  hosti datam fallere (Cic)</li>
<li>Caesar, cum septimam legionem, quae iuxta  constiterat, urgeri ab hoste vidisset, tribunos militum monuit ut paulatim sese  legiones coniungerent (Ces)</li>
<li>Cum iam amplius horis sex continenter  pugnaretur ac non solum vires sed etiam tela nostros deficerent, Baculus et  Volusenus ad Galbam accurrunt atque unam esse spem salutis docent (Ces)</li>
</ol>
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		<title>Bocconcini al formaggio</title>
		<link>http://www.discipulus.it/vita-latina/bocconcini-al-formaggio.html</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 22:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dionisius</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Vita Latina]]></category>
		<category><![CDATA[bocconcini al formaggio]]></category>
		<category><![CDATA[catone]]></category>
		<category><![CDATA[De Re Rustica]]></category>
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		<category><![CDATA[ricetta]]></category>

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		<description><![CDATA[Lectio: Libum [Cato, De Re Rustica, 75]
Meravigliosi panini al formaggio, ottimi in qualsiasi occasione. Il loro nome deriva dal verbo &#8220;libare&#8221; che ha due significati: il primo indica &#8220;sacrificare&#8221;, e ciò fa pensare che venissero impiegati durante le pratiche religiose, mentre il secondo significa propriamente &#8220;assaggiare&#8221;, e ciò è probabilmente connesso al fatto che fossero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_547" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="size-full wp-image-547" title="Bocconcini al formaggio" src="http://www.discipulus.it/wp-content/uploads/200x150_bocconcinialformaggio.jpg" alt="Bocconcini al formaggio" width="200" height="150" /><p class="wp-caption-text">Bocconcini al formaggio</p></div>
<p><strong>Lectio: Libum [Cato, De Re Rustica, 75]</strong></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Meravigliosi panini al formaggio, ottimi in qualsiasi occasione. Il loro nome deriva dal verbo &#8220;libare&#8221; che ha due significati: il primo indica &#8220;sacrificare&#8221;, e ciò fa pensare che venissero impiegati durante le pratiche religiose, mentre il secondo significa propriamente &#8220;assaggiare&#8221;, e ciò è probabilmente connesso al fatto che fossero piccoli.</em></span></p>
<p><span id="more-546"></span>Libum hoc modo facito: casei p. II(1) bene disterat in mortario; ubi bene distriverit, farinae siligineae(2) libram aut, si voles tenerius esse, selibram similaginis solum eodem indito; permiscetoque cum caseo bene; ovum unum addito et una(3) permisceto bene. Inde panem facito; folia(4) subdito; in foco caldo sub testu(5) coquito leniter(6).</p>
<ol>
<li> <em>p. II</em>: <em>p.</em> sta per <em>pondo</em>, parola indeclinabile che significa &#8220;libbra&#8221; (327,168g)</li>
<li><em>siligineae</em>: l&#8217;aggettivo latino <em>siligineus </em>si riferisce al siligo, il grano e, per estensione, il fior di farina.</li>
<li><em>una</em>: l&#8217;avverbio significa &#8220;assieme&#8221;; frequente è l&#8217;accostamento <em>una cum</em> + ablativo, &#8220;insieme con&#8221;.</li>
<li><em>folium</em>: significa &#8220;foglia&#8221;. Non è specificato il tipo di foglia, ma per motivi aromatici si useranno foglie d&#8217;alloro.</li>
<li><em>testu</em>: il <em>testu, -us</em>, è un tegame di terracotta.</li>
<li><em>leniter</em>: questo avverbio è formato dall&#8217;aggettivo <em>lenis</em>, &#8220;lieve, leggero, delicato&#8221; + il suffisso avverbiale <em>-ter</em>.</li>
</ol>
<p><strong>BOCCONCINI AL FORMAGGIO</strong></p>
<p>Per preparare i bocconcini al formaggio farai così: in una bacinella molto capiente lavora 6,5 hg di ricotta vaccina utilizzando uno sbattitore elettrico, finché il formaggio non avrà consistenza di crema. Una volta fatto ciò, aggiungi 3,5 hg di farina di grano tenero tipo 00 oppure, se li vorrai ancora più morbidi, 2 hg di semola; insaporisci con un pizzico di sale. Mescola bene; quindi aggiungi un uovo, impasta per 5 minuti e lascia riposare il composto per 10 minuti.<br />
Trascorsi i 10 minuti farai tante focaccine appiattite, le poggerai su foglie di alloro unte d&#8217;olio e le adagerai su una teglia. Le spennellerai con dell&#8217;olio, le spolvererai di sale e le cuocerai in forno a 200°C per 30 minuti.</p>
<p><strong>Monitus Gnari</strong></p>
<ul>
<li>Il testo latino, come s&#8217;è visto, non specifica il tipo di formaggio da utilizzare. Nella ricetta si propone la ricotta vaccina, ma felici sostituti possono essere la ricotta caprina oppure un mix di 400 gr ricotta (di mucca o di capra) e 250 gr di scamorza dolce o affumicata.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Garum o Liquamen?</title>
		<link>http://www.discipulus.it/vita-latina/garum-o-liquamen.html</link>
		<comments>http://www.discipulus.it/vita-latina/garum-o-liquamen.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 19:44:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peppone</dc:creator>
				<category><![CDATA[La questione Garum]]></category>
		<category><![CDATA[Vita Latina]]></category>
		<category><![CDATA[apicio]]></category>
		<category><![CDATA[condimento]]></category>
		<category><![CDATA[de re coquinaria]]></category>
		<category><![CDATA[garum]]></category>
		<category><![CDATA[Geoponiche]]></category>
		<category><![CDATA[insaporitore]]></category>
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		<category><![CDATA[Petronio]]></category>
		<category><![CDATA[Plinio]]></category>
		<category><![CDATA[sale]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è accennato al fatto che il garum venisse anche chiamato liquamen (in effetti liquido, salsa, quindi garum come salsa per eccellenza). Plinio lo chiama garum, così come Petronio e Marziale.  Garum è evidentemente la latinizzazione della parola greca γάρον, che a sua volta derivava il suo nome da quello del pesciolino da cui i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è accennato al fatto che il <em>garum </em>venisse anche chiamato <em>liquamen </em>(in effetti liquido, salsa, quindi <em>garum </em>come salsa per eccellenza). <strong>Plinio </strong>lo chiama <em>garum</em>, così come <strong>Petronio </strong>e <strong>Marziale</strong>.  <em>Garum </em>è evidentemente la latinizzazione della parola greca γάρον, che a sua volta derivava il suo nome da quello del pesciolino da cui i Greci ricavavano la salsa in questione.</p>
<p>E&#8217; importante per questa questione rileggere il passo citato delle <strong>Geoponiche </strong>(libro XX, cap.46), nel quale viene accuratamente descritta la preparazione del garum: il capitolo inizia con le parole &#8220;<em>Preparazione del garum: quello che è chiamato liquamen (ovviamente dai Romani!) si ottiene in questo modo..</em>.&#8221; La lettura di questa testimonianza non lascerebbe dubbi sulla perfetta identificazione del <em>garum </em>e del <em>liquamen</em>, se anche l&#8217;autore delle Geoponiche chiaramente spiega la doppia denominazione di ciò di cui subito dopo specificherà i modi di produzione, ovvero una salsa derivata dalla fermentazione nel sale di piccoli pesci!</p>
<p>Da quanto detto finora, non sorgerebbe minimamente il dubbio che garum e liquamen non fossero sinonimi: se qualche dubbio potrebbe talvolta nascere è dovuto a chi sugli usi cilinari del garum ha scritto di più, ovvero il buongustaio <strong>Apicio</strong>. Come detto più volte, l&#8217;autore del <strong>De Re Coquinaria</strong> include la nostra salsa di pesce in tantissime ricette; e di questa salsa Apicio fa un uso definibile eccessivo, e talvolta persino disgustoso.</p>
<p>L&#8217;uso del <em>garum </em>come insaporitore di piatti di pesce appare pienamente consono, ma ciò già diventa meno comprensibile (per un palato moderno, intendiamoci!) quando lo si comincia a mettere su piatti di carne o di verdure. Possiamo ipotizzare alcune ragioni di tale uso: la conservazione della carne nell&#8217;antichità fu un grosso problema, infatti questa veniva solitamente salata (soltanto la cacciagione veniva consumata fresca), e al momento di usarla la si faceva prima bollire in acqua o latte per dissalarla. Per camuffare po il cattivo sapore della carne, che talvolta veniva cucinata al limite della putrefazione, i piatti venivano abbondantemente conditi e speziati, e il <em>garum </em>credo potesse risultare un valente insaporitore.</p>
<p>Ho talvolta potuto leggere che secondo alcuni il <em>garum </em>fosse usato come sostituto del sale. L&#8217;uso ipotizzato mi pare strano: solitamente sostituire vuol dire usare, magari per una qualche convenienza, un equivalente o un surrogato. Ma assolutamente esso non poteva essere un surrogato, in quanto se è vero che nell&#8217;antichità il sale fu costoso, sappiamo che il <em>garum </em>fu costosissimo, e in più aveva un&#8217;altra caratteristica che lo rendeva poco adatto per dare semplicemente sapidità a molti cibi: il forte sapore di pesce! Tale forte sapore che il <em>garum </em>dona ai cibi, anche se aggiunto in poche gocce, ci rende quasi impossibile credere che questo venisse usato solo semplicemente per salare una pietanza, ma aveva il preciso scopo di donare ai cibi, anche dolci, un sapore che i Romani sembra apprezzassero parecchio.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Interludium &#8211; Il dizionario frequenziale latino</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 15:26:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Atticus</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corso di latino di Atticus e Alter]]></category>
		<category><![CDATA[Didattica]]></category>
		<category><![CDATA[alter]]></category>
		<category><![CDATA[atticus]]></category>
		<category><![CDATA[corso di latino]]></category>
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		<description><![CDATA[Piano con quella cassa.
Hrumpf.
Attento che non ti scappi di mano!
Accidenti quanto pesa.
Appoggiala sul pavimento.
Aspetta, non la mollare, arf&#8230; ahh, ecco.
Finalmente! A me le tenaglie.
Ma che ci sarà mai dentro a questa cassaccia polverosa.
Adesso lo sapremo, il momento è solenne. Maledetto lucchetto, apriti, e apritiiiii&#8230;
Ma non avere tutta questa furia; fai con calma.
Aaaggghhhh&#8230; crack&#8230; ecco fatto.
E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Piano con quella cassa.</p>
<p><em><span style="color: #339966;">Hrumpf.</span></em></p>
<p>Attento che non ti scappi di mano!</p>
<p><em><span style="color: #339966;">Accidenti quanto pesa.</span></em></p>
<p>Appoggiala sul pavimento.</p>
<p><em><span style="color: #339966;">Aspetta, non la mollare, arf&#8230; ahh, ecco.</span></em></p>
<p>Finalmente! A me le tenaglie.<span id="more-489"></span></p>
<p><span style="color: #339966;"><em>Ma che ci sarà mai dentro a questa cassaccia polverosa.</em></span></p>
<p>Adesso lo sapremo, il momento è solenne. Maledetto lucchetto, apriti, e apritiiiii&#8230;</p>
<p><em><span style="color: #339966;">Ma non avere tutta questa furia; fai con calma.</span></em></p>
<p>Aaaggghhhh&#8230; crack&#8230; ecco fatto.</p>
<p><em><span style="color: #339966;">E adesso?</span></em></p>
<p style="text-align: justify;">Adesso cerchiamo questo famoso dizionario. Dunque vediamo: Un album di figurine dei calciatori, matite colorate, dieci palline di vetro, due quaderni a quadretti, una scatola del piccolo chimico, tre cuscinetti a sfera, una bussola scassata, un compasso, due manzotin, penne, libri&#8230;</p>
<p><em><span style="color: #339966;">Ma di chi è tutta quella roba?</span></em></p>
<p>Del prozio Atticus il navigatore&#8230; un paio di forbici, una fionda&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #339966;">Perbacco! Abbiamo un navigatore in famiglia e tu non me ne hai mai parlato?</span></em></p>
<p>Beh, non ce n&#8217;è mai stata l&#8217;occasione&#8230; due dadi da gioco&#8230;</p>
<p><em><span style="color: #339966;">E dimmi, dimmi, ha navigato molto?</span></em></p>
<p>Eh, per svariati anni&#8230; un gomitolo di spago, una pila scarica&#8230;</p>
<p><em><span style="color: #339966;">Allora chissà quanti posti strani avrà visitato!</span></em></p>
<p>Tanti&#8230; un trenino elettrico rotto&#8230;</p>
<p><em><span style="color: #339966;">E quanta gente avrà conosciuto!</span></em></p>
<p>Tanta&#8230; un occhiale senza una lente&#8230; un birillo&#8230;</p>
<p><em><span style="color: #339966;">Ma insomma, che vascello comandava? </span></em></p>
<p>Vascello? Una camera d&#8217;aria di bicicletta&#8230;</p>
<p><em><span style="color: #339966;">Ma sì, su che navi  viaggiava? A vapore? A vela?</span></em></p>
<p style="text-align: justify;">Navi? Il prozio odiava le navi, non sapeva nuotare e soffriva il mal di mare!&#8230; Una paletta con relativo secchiello&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #339966;">Ma allora??</span></em></p>
<p style="text-align: justify;">Navigava in internet dalla mattina alla sera, ecco tutto; &#8230;un pallone da calcio&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #339966;">Ma tu guarda se !!! E io stupido che&#8230;</span></em></p>
<p style="text-align: justify;">&#8230;Fumetti di topolino&#8230; un portachiavi fatto con lo scubidù&#8230; un rotolo di carte&#8230; una squadra da disegno&#8230; ma qui non c&#8217;è altro! Eppure mi sembrava&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #339966;">E che volevi trovarci dentro quel baule ammuffito? Ma l&#8217;hai visto che roba collezionava il tuo prozio?</span></em></p>
<p style="text-align: justify;">Taci blasfemo. Il prozio era uno spirito di notevole levatura ed una volta ricordo che mi parlò di un suo esperimento relativo al latino&#8230; e mi sembrava che&#8230; se ricordo bene&#8230; accennasse proprio ad un dizionario;. ..ma forse mi sbagliavo&#8230; è passato tanto tempo&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #339966;">Beh, ti consiglio di rimettere tutto al suo posto, guarda che stanza hai ridotto con tutta quella paccottiglia. </span></em></p>
<p>E va bene,  ma che cos&#8217;è quel rotolo di fogli? Riviste?</p>
<p><em><span style="color: #339966;">E che ne so, apri e leggi.</span></em></p>
<p>A me le forbici, tagliamo lo spago e  e&#8230; Alter!</p>
<p><em><span style="color: #339966;">Sì?</span></em></p>
<p>L&#8217;ho trovato!</p>
<p><em><span style="color: #339966;">Cosa hai trovato?</span></em></p>
<p>Il dizionario frequenziale di latino dello zio!</p>
<p><em><span style="color: #339966;">Ma no?!</span></em></p>
<p><em><span style="color: #339966;">Sì, eccolo, è lui ti dico! E c&#8217;è pure un documento scritto di suo pugno.</span></em></p>
<p>Uh, ma guarda! E che dice?</p>
<p style="text-align: justify;">“<span style="color: #993300;">Come lo feci! Diario di Atticus il navigatore sulle strane scoperte effettuate in internet alla ricerca del dizionario di latino ideale</span>”. <span style="color: #000000;">E&#8217; il diario della sua avventura! Scritto di suo pugno!!</span></p>
<p><span style="color: #339966;"><em>Interessante, leggi dunque.</em></span></p>
<p>Un momento che mi metto gli occhiali. Mumble, ecco:</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>Addì sei di maggio, ore ventitré.</strong> Da anni ormai navigo alla ricerca di un dizionario che possa aiutarmi nella comprensione della latina lingua, uzzolo che mi nacque or son diversi anni addietro e che mai mi abbandonò. Seguendo il mio istinto e girovagando per grammatiche mi accorsi ben presto della necessità di disporre di un dizionario che mi permettesse, senza eccessivi impegni, di acquisire un poco del  lessico di quell&#8217;antico idioma di cui volevo ad ogni costo impadronirmi. Ma fra il dire e il fare c&#8217;è di mezzo il mare, come si dice dalle mie parti, e le mie povere sostanze non mi permettevano a quel tempo di avvicinarmi ai dizionari titolati che, all&#8217;interno di scintillanti librerie, commessi senza scrupoli vendevano a peso d&#8217;oro. Andai così vagando alla ricerca di quello che il mio spirito bramava e le mie tasche rifiutavano senza mai trovare alcunchè, fino a stanotte,  quando dall&#8217;oceano di internet ho ripescato un documento che ha riacceso di colpo le mie speranze. Trattasi di uno scritto di tale professor Diederich in lingua anglofona. Alla luce tremolante di una candela ho tradotto alla bell&#8217;e meglio il documento e ho appreso come sia possibile acquisire una buona padronanza del lessico latino facendo uso di poche selezionate parole evitando così di naufragare in pubblicazioni  di troppo elevato costo e di troppa difficile comprensione per i neofiti come me,  che poco o niente conoscono della lingua.  Non mi sembra vero! Sono ansioso di leggere il suo metodo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>Addì sette maggio, ore ventiquattro.</strong> Sono stupefatto! Il professore afferma che con circa 1400 vocaboli  ben scelti egli è stato in grado di comprendere più dell&#8217;80 per cento dei suoi testi latini!! La cosa mi è sembrata impossibile, ma ho deciso di continuare ad approfondire il suo metodo che ricopio qui  in estratto: </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">L&#8217;indagine ha preso come base una serie di pubblicazioni:  The Oxford book of latin verse, l&#8217;Avery&#8217;s Latin Prose Literature, il Beeson&#8217;s primer of Medieval latin. Queste tre antologie contengono estratti di opere praticamente di tutti gli autori latini da Ennio a Erasmo, eccetto Plauto e Terenzio. Fra i poeti inclusi nella selezione per menzionare i più importanti figurano Lucrezio, Catullo, Virgilio, Orazio, Tibullo, Properzio, Manilio, Ovido, Seneca, Calpurnio Siculo, Lucano, Stazio, Marziale, Lattanzio, Ausonio, e Claudiano. Circa ottanta poeti sono stati presi in esame insieme a ventinove anonimi totalizzando un insieme di 75323 parole. Le prose includevano da cinque a quaranta pagine per ogni documento tratte dai seguenti autori: Catone, Varrone, Cicerone, Cesare, Sallustio, Cornelio Nepote, Livio, i due Seneca, Velleio Patercolo, Quinto Curzio, Petronio, Quintiliano, Tacito, Plinio e Svetonio, per un totale di 49.363 parole. Dal Benson&#8217;s primer of medioeval latin sono state infine collezionate 77.432 parole per un totale complessivo di 202.158 parole tratte da circa 200 autori latini.<br />
Partendo da questa base tutte  le parole censite sono state suddivise in ordine alfabetico e ordinate per frequenza (contando le varie forme di una stessa parola come una sola occorrenza, salvo casi di manifesta irregolarità). Al termine si è ottenuta la seguente tabella:</span></p>
<pre><strong><span style="color: #0000ff;">Gruppo  Frequenza    N. parole  N. occorrenze   Percentuale </span></strong></pre>
<pre><span style="color: #0000ff;">1       più di 1000         17          45478        23,3 %
2       più di  500         42          62303        32,0 %
3       più di  200        127          87476        45,0 %
4       più di  100        307         112888        58,0 %
5       più di   50        661         137608        70,7 %
6       più di   20       1556         165521        85,1 %
7       più di   10       2583         179499        92,3 %
8       più di    5      13798         187507        96,4 %</span></pre>
<p><span style="color: #993300;">I risultati sono stati riportati su un grafico che qui trascrivo (riga rossa):</span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-561" title="grafico_frequenza_lessico_latino" src="http://www.discipulus.it/wp-content/uploads/grafico_frequenza_lessico_latino.png" alt="grafico_frequenza_lessico_latino" width="588" height="459" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Sull&#8217;asse orizzontale c&#8217;è il numero delle parole latine, su quello verticale la percentuale del lessico coperta. Come si evince facilmente dall&#8217;andamento della curva, partendo da zero, ad un moderato aumento del lessico  corrisponde un alto incremento percentuale nella frequenza di apparizione</span> <span style="color: #993300;">delle parole nei testi. La conoscenza delle prime 300 parole latine in ordine di frequenza porta già incredibilmente a coprire circa il 50 per cento di tutto il lessico utilizzato. Poi la curva decresce sempre più lentamente e sono necessarie sempre più parole per aumentare la percentuale di</span> <span style="color: #993300;">copertura finchè il gioco non vale più la candela.<br />
Basandosi su queste considerazioni, il professore, ha raccolto tutte le parole con frequenza di apparizione uguale o maggiore di  20 volte  ed escludendone un&#8217;ottantina di natura medievale ha concluso che con circa 1400 parole si poteva coprire più dell&#8217;80 per cento del lessico dei testi presi in</span> <span style="color: #993300;">esame. Egli ha quindi incluso tali lemmi in un dizionarietto allegato al suo documento. Meraviglia delle meraviglie! Tutto questo è stupefacente e non mi par vero! A me questo favoloso dizionario.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;"><strong>Addì otto di maggio a ore 22.</strong> Sono entrato in ambasce e il dubbio mi divora. E se il professore fosse stato troppo ottimista? Dopotutto la sua ricerca è stata affrontata su una base estesa ma non definitiva. E il suo dizionario poi. Tutto in inglese e di difficile comprensione. Devo indagare ancora.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;"><strong>Addì 15 maggio ore 19.</strong> Sono stanco e forse febbricitante ma penso di aver trovato un sistema per verificare l&#8217;attendibilità dei documenti in mio possesso. Sono riuscito, saccheggiando archivi e  biblioteche,  a scovare un&#8217;analoga ricerca effettuata da un&#8217;insegnante di lingua inglese, tale Ann Mahoney, che ha effettuato un esperimento simile prendendo come base</span> <span style="color: #993300;">della ricerca la ben più ampia  libreria digitale di Perseus. Al termine della sua indagine ella ha prodotto un documento con le 1000 parole latine più frequenti in letteratura con i seguenti dati:</span></p>
<pre><strong><span style="color: #0000ff;">N. parole  Frequenza precentuale </span></strong></pre>
<pre><span style="color: #0000ff;">250        50 %
400        65 %
350        70 %</span></pre>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Ho riportato questi dati sul grafico del professore (riga blu) e ho confrontato l&#8217;andamento delle rispettive frequenze. Stupefacente!  Se provo ad estrapolare  l&#8217;andamento della curva (riga tratteggiata) esse sembrano corrispondere  quasi perfettamente! La base più estesa di consultazione ha però abbassato le percentuali e  il 75-76 per cento del professore ( in corrispondenza del </span><span style="color: #993300;">limite delle 1000 parole) si è ridotto al 70 per cento della professoressa. Sempre buono però. Peccato per quel dizionario tutto in inglese! Basta, vado a letto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;"><strong>Addì 20 Maggio ore 2,00.</strong> Ho preso una decisione! Creare un nuovo dizionario frequenziale partendo dai dati del professore integrati con i risultati della professoressa !! E&#8217; un compito immane per le mie povere forze, ma ho deciso di tentare lo stesso. Che Dio mi assista.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;"><strong>Addì 25 Maggio ore 15.</strong> Il lavoro procede speditamente, ma le parole sono tante ed i significati anche. Dovrò fare una cernita. Ma quali significati tenere e quali scartare? Da quant&#8217;è che non mangio? Boh! Non c&#8217;è tempo da perdere. Torniamo alle mie carte.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;"><strong>Addì 30 Maggio ore 22. </strong>Piove lampeggia e tuona. Sto procedendo con difficoltà  ma non sono contento di me stesso. Le forme dei verbi e dei sostantivi contenuti nel dizionario inglese non corrispondono a quelle dei nostri dizionari   italiani. E le traduzioni? Sono pieno di dubbi! Forse dovrei abbandonare tutto, ma come faccio? </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;"><strong>Addì 15 Aprile.</strong> Un colpo di fortuna. Ho incontrato una mia vecchia amica professoressa di Latino e di Greco che si è offerta di emendare il mio lavoro, comprese forme e significati dei lemmi. Favoloso! Forse ne uscirà qualcosa di comprensibile. Che cara ragazza. Sempre disponibile e gentile. Nonostante il lavoro che le portano scuola e famiglia si è messa pure a collaborare ad un sito di latino  che offre la correzione gratuita di versioni per gli studenti!! Grazie di cuore cara Se&#8230;.a.</span></p>
<p><span style="color: #008000;"><em>Se&#8230;.a??</em></span></p>
<p style="text-align: justify;">Poffarre, c&#8217;è una macchia nel manoscritto e non si riesce a leggere bene il nome! Chi mai può essere costei?</p>
<p><span style="color: #008000;"><em>Lo scopriremo dopo, vai avanti:</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;"><strong>Addì 20 Aprile. </strong>Ho ricevuto il documento corretto ed emendato. Adesso possiedo un dizionario frequenziale latino che, essendo una collazione dei due esperimenti, dovrebbe attestarsi circa a metà fra i due.  Sono circa 1500 parole che dovrebbero corrispondere più o meno all&#8217;80 per cento del </span><span style="color: #993300;">lessico latino normalmente presente nella letteratura considerata. Lo riporto sul grafico come intersezione di due rette. Adesso devo dormire, sono stanco, ho la barba lunga e mi serve una bella doccia. Devo anche mettere qualcosa sotto i denti. Da quant&#8217;è che non mangio? </span></p>
<p><span style="color: #008000;"><em>Fai vedere questo dizionario frequenziale.</em></span></p>
<p>Eccolo qui.</p>
<p class="alert"><a href="http://www.discipulus.it/wp-content/uploads/dizionariofrequenzialelatino.pdf">Dizionario Frequenziale Latino</a></p>
<p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" alt="Creative Commons License" /></a><br />
<span>Dizionario Frequenziale Latino</span> di <a rel="cc:attributionURL" href="http://www.discipulus.it">F. Grifoni, T. Bucci</a> è coperto da licenza <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License</a>.<br />
Pubblicato su <a rel="dc:source" href="http://www.discipulus.it/wp-content/uploads/DizionarioFrequenzialeLatino.pdf">www.discipulus.it</a>.</p>
<p><span style="color: #008000;"><em>Accidenti! Che significano quei segni e quei numeri?</em> </span></p>
<p style="text-align: justify;">Non so, bisogna leggere le spiegazioni, ma è venuta sete e fame anche a me. Riprendiamo dopo?</p>
<p><em><span style="color: #008000;">Senz&#8217;altro. Che preparo per cena?</span> </em></p>
<p>Pizza. E birra fresca.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Lezione 14 &#8211; Cum e indicativo</title>
		<link>http://www.discipulus.it/didattica/lezione-14-cum-e-indicativo.html</link>
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		<pubDate>Sun, 19 Apr 2009 23:35:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sempronia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corso base di Latino]]></category>
		<category><![CDATA[Didattica]]></category>
		<category><![CDATA[autodidatti]]></category>
		<category><![CDATA[corso]]></category>
		<category><![CDATA[corso di latino]]></category>
		<category><![CDATA[cum e indicativo]]></category>
		<category><![CDATA[imparare il latino]]></category>
		<category><![CDATA[lezione]]></category>
		<category><![CDATA[sintassi]]></category>

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		<description><![CDATA[In questa lezione affrontiamo la sintassi di cum e l&#8217;indicativo.E’  una delle congiunzioni subordinanti più usate in latino, con una vasta gamma di  sfumature di significato. Attenzione a non confonderla con la preposizione cum,  che accompagna un ablativo per esprimere funzione di modo o compagnia!
Accertato  che quella che abbiamo individuato nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>In questa lezione affrontiamo la sintassi di </em>cum <em>e l&#8217;indicativo.</em><span id="more-403"></span>E’  una delle congiunzioni subordinanti più usate in latino, con una vasta gamma di  sfumature di significato. Attenzione a non confonderla con la preposizione <em>cum</em>,  che accompagna un ablativo per esprimere funzione di modo o compagnia!</p>
<p>Accertato  che quella che abbiamo individuato nel testo da tradurre sia una congiunzione,  prima di tutto dobbiamo guardare se il predicato verbale sia espresso nel modo <strong>indicativo</strong> o <strong>congiuntivo</strong>.</p>
<p><strong><em>Cum</em></strong><strong> con  l’indicativo</strong></p>
<p>Esprime  la semplice circostanza di tempo in cui un’azione si verifica e può  corrispondere a diverse congiunzioni o locuzioni italiane, per esempio <strong>quando</strong>, <strong>allorché</strong>, <strong>nel momento che</strong>; in questo caso può essere richiamata  dall’avverbio <strong><em>tum</em></strong> nella reggente.</p>
<ul>
<li><strong><em>Cum</em></strong><em> tempus necessitasque <strong>postulat</strong>,  decertandum manu est (Cic)</em></li>
</ul>
<p><strong>Quando</strong>/<strong>allorchè</strong> il momento e la necessità lo <strong>richiedono</strong>,  bisogna combattere.</p>
<ul>
<li><em>Si valebis, <strong>cum</strong> recte navigari <strong>poterit</strong>, <strong>tum</strong> naviges (Cic)</em></li>
</ul>
<p>Se starai bene in salute, <strong>quando</strong> <strong>si  potrà</strong> navigare bene, <strong>allora</strong> mettiti in mare.</p>
<p>Se  il <strong><em>cum</em></strong> temporale è accompagnato da <strong><em>primum</em></strong>, è più  precisa la corrispondenza con l’italiano <strong>appena</strong>, <strong>non appena</strong>, <strong>nel  preciso momento in cui.</strong></p>
<ul>
<li><em>Verres,<strong> cum primum potuit, </strong>de provincia  decessit</em></li>
</ul>
<p>Verre, <strong>non appena / appena potè</strong>, si  allontanò dalla provincia.</p>
<p>Talvolta  il semplice <strong><em>cum</em></strong>, per indicare l’istantaneità di un’azione, si può  tradurre in italiano con il giro di parole <strong>quand’ecco che</strong>.</p>
<ul>
<li><em>Dies nondum decem intercesserant, <strong>cum</strong> ille alter  filius infans <strong>necatur</strong></em> (Cic)</li>
</ul>
<p>Non erano ancora passati dieci giorni, <strong>quand’ecco  che viene ucciso</strong> quell’altro figlio ancora neonato.</p>
<p>C’è  infine la possibilità di interpretarlo come <strong>tutte le volte / ogni volta che</strong>,  quando si sottolinea che un evento si verifica ripetutamente.</p>
<ul>
<li><strong><em>Cum</em></strong><em> huc <strong>veni</strong>, hoc ipsum nihil agere et plane cessare me delectat  (Cic)</em></li>
</ul>
<p><strong>Ogni volta che vengo</strong> qui, mi piace non fare nulla e riposarmi  completamente.</p>
<p><strong>Legge dell’anteriorita’</strong></p>
<p>L’ultima  frase usata come esempio permette di osservare una particolarità del latino  rispetto all’italiano: <strong><em>cum veni</em></strong> è stato tradotto con <strong>ogni  volta che vengo,</strong> ma in realtà il latino <strong><em>veni</em></strong> è un perfetto,  mentre l’italiano <strong>vengo</strong> è un presente.</p>
<p>E’  un esempio della cosiddetta <strong>legge dell’anteriorità</strong>: quando l’azione di  una proposizione subordinata all’indicativo è anteriore, anche se di poco,  all’azione della proposizione reggente, in latino viene sottolineata  l’anteriorità, in italiano solitamente no.</p>
<p>Proviamo  con semplici enunciati latini, con la traduzione “letterale” del predicato e la  forma italiana corrente.</p>
<ul>
<li><em>Cum <strong>perveneris</strong></em>(fut. anteriore = <strong>sarai arrivato</strong>), <em>te  libenter videbo</em> (fut. semplice)</li>
</ul>
<p>Quando/ogni volta che <strong>arriverai</strong> (fut.  semplice), ti vedrò volentieri</p>
<ul>
<li><em>Cum <strong>pervenerat</strong></em> (piuccheperf. = <strong>era arrivato</strong>), <em>eum  libenter videbam</em> (imperfetto)</li>
</ul>
<p>Quando/ogni volta che <strong>arrivava</strong> (imperfetto), lo vedevo volentieri</p>
<ul>
<li><em>Cum <strong>pervenerunt</strong></em> (perfetto = <strong>sono arrivati</strong>), <em>eos  libenter videmus</em> (presente)</li>
</ul>
<p>Quando/ogni volta che <strong>arrivano</strong> (presente), li vediamo volentieri</p>
<p>Come  ragionavano i Romani? Erano molto attenti alle sottigliezze linguistiche e  sottolineavano che prima uno deve arrivare, poi l’altro lo può vedere. Questo  principio logico vale in latino anche se la differenza di tempo fra l’arrivare  e il vedere è molto ridotta.</p>
<p>L’italiano  non ha ereditato dal latino questa sottigliezza e, in genere, mette le due  azioni esattamente sullo stesso piano temporale usando nella subordinata e  nella reggente tempi verbali uguali (due presenti o due imperfetti o due futuri  semplici)</p>
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		<title>Vocabolario&#8230; come si usa?</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Apr 2009 21:37:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Major</dc:creator>
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Sembra uno strumento dall&#8217;uso immediato, ma quanti studenti si sono trovati di fronte ad atroci dubbi su come interpretare i lemmi del vocabolario, o su quale significato scegliere per la propria traduzione?
E chi spiega ad un autodidatta volenteroso i misteri del librone?
In questa sezione, con una serie di articoli snelli e pratici, si intende fornire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.discipulus.it/wp-content/uploads/588x280_vocabolario.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-518" src="http://www.discipulus.it/wp-content/uploads/588x280_vocabolario.jpg" alt="" width="588" height="280" /></a></p>
<p>Sembra uno strumento dall&#8217;uso immediato, ma quanti studenti si sono trovati di fronte ad atroci dubbi su come interpretare i lemmi del vocabolario, o su quale significato scegliere per la propria traduzione?</p>
<p>E chi spiega ad un autodidatta volenteroso i misteri del librone?</p>
<p>In questa sezione, con una serie di articoli snelli e pratici, si intende fornire una guida che possa essere d&#8217;aiuto nell&#8217;uso del vocabolario latino, sia durante le verifiche scolastiche sia, più in generale, a supporto della traduzione da un testo latino.</p>
<p><a href="http://www.discipulus.it/sezioni/didattica/guida-alluso-del-vocabolario-di-latino"><strong>Clicca qui per leggere gli articoli sulla Guida all&#8217;uso del vocabolario di latino</strong></a></p>
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