Oineo ha scritto:Perché non provi con il metodo Orberg? Se ne è parlato qui viewtopic.php?f=15&t=251
Oineo ha scritto:Comunque le declinazioni e le forme sintattiche dovrai studiarle comunque
Hostilius_LXXXV ha scritto:Inoltre questo metodo Oerberg, date le origini straniere dell'autore, presuppone appunto una diversa lingua materna degli studenti e quindi si rischia che ci si dilunghi su aspetti grammaticali e di vocabolario che agli italiani sono molto più comprensibili che ai danesi connazionali dell'autore di quel testo.
Hostilius_LXXXV ha scritto:distinzioni pignole che complicano soltanto la memorizzazione dei casi
Ripetizioni inutili: interi capitoli sulle declinazioni degli aggettivi che sono la copia perfetta delle prime declinazioni dei nomi.
Ptolemaios ha scritto:Stai facendo confusione. L'Orberg è decisamente diverso dall'Assimil.
1) L'Assimil sì, siamo d'accordo, mira ad un uso attivo della lingua studiata.
2) L'Orberg punta proprio a leggere gli autori attraverso uno studio graduale in lingua.Hostilius_LXXXV ha scritto:Inoltre questo metodo Oerberg, date le origini straniere dell'autore, presuppone appunto una diversa lingua materna degli studenti e quindi si rischia che ci si dilunghi su aspetti grammaticali e di vocabolario che agli italiani sono molto più comprensibili che ai danesi connazionali dell'autore di quel testo.
No. Nel libro stesso le spiegazioni sono ridotte al minimo necessario, ma il volume delle spiegazioni (l'Enchiridion) è stato tradotto e presumo quindi anche adattato per gli italiani (se ce ne fosse stato bisogno) dalla Vivarium Novum. Oltretutto, l'autore ha scritto il corso tutto in latino proprio perché non ci fossero problemi di lingua.Hostilius_LXXXV ha scritto:distinzioni pignole che complicano soltanto la memorizzazione dei casi
Ripetizioni inutili: interi capitoli sulle declinazioni degli aggettivi che sono la copia perfetta delle prime declinazioni dei nomi.
L'Orberg è stato fatto anche per evitare queste situazioni...
Hostilius_LXXXV ha scritto:Enormi zavorre utili solo appunto per tradurre dall'italiano al latino: cosa mi serve sapere tutti i nomi dei tre o quattro gruppi della 3a declinazione? Non mi basta ricordare che volte l'ablativo è in -e e a volte in -i e che a volte il genitivo plurale è in -um e altre volte in -ium? Perchè tutte quelle distinzioni pignole sulla consecutio temporum e simili sulle altre forme sintattiche, quando mi servirebbe solo sapere come si traduce in italiano quella certa forma sintattica latina senza dilungarsi sulle somiglianze con l'italiano ma evidenziando soprattutto le differenze?
Oineo ha scritto:Devi secondo me capire che non c'è un tipo di studio per tradurre dal latino e un altro tipo di studio finalizzato alla traduzione dall'italiano. Se sai bene il latino, te la caverai anche con le frasi dall'italiano.
Oineo ha scritto:Comunque, il fatto che queste informazioni siano riportarte nella grammatica non significa che tu debba studiare tutto pedissequamente a memoria! Studia su un qualsiasi manuale assieme ad un insegnante che sappia spiegarti quali sono le informazioni fondamentali da sapere e quali le superflue ed esercitati con brani dal latino. Ecco tutto.
Hostilius_LXXXV ha scritto:Da quel che capisco mi sembra un metodo buono per gli autodidatti e buono anche per imparare molto vocabolario, ma noto che anche in quella discussione si è notato che per arrivare alla lettura di frasi complesse tipiche dei classici occorre molto tempo...
Hostilius_LXXXV ha scritto:In effetti avendo abbastanza calma potrebbe valere la pena spendere un po' più di tempo per risparmiarmi di sfogliare il vocabolario troppe volte.
Hostilius_LXXXV ha scritto:Secondo me però anche in questi metodi c'è il difetto che si perde tempo perchè si pensa, oltre a come si comprende un testo latino, anche a come produrre testi in latino, operazione secondo me non indispensabile ai fini della comprensione di testi latini.
Hostilius_LXXXV ha scritto:mi viene il dubbio che il tempo di studio del comprendere le regole a partire dai testi si prolunghi molto di più rispetto a una più veloce enunciazione esplicita delle regole seguita dalle loro applicazioni.
Hostilius_LXXXV ha scritto:le caratteristiche che richiedevo cioè con un metodo [...] finalizzato solo alla traduzione latino-italiano
Artorius ha scritto:Non c’è da sorprendersi di questo: la lettura corrente dei classici è un obbiettivo di tutto rispetto e tutt’altro che facilmente attingibile. Basti pensare che quest’attività presenta difficoltà anche nella propria lingua madre, e che buona parte degli alunni che studiano latino non riescono a farlo neanche dopo cinque anni di studio.
Artorius ha scritto:Secondo Luigi Miraglia (e molti altri esperti, immagino), l’uso attivo d’una lingua è utilissimo per arrivare a una piena comprensione passiva della stessa, oltreché addirittura indispensabile per poterne apprezzare le finezze retoriche e stilistiche. Nel metodo induttivo-contestuale/umanistico grande importanza è data al parlare e allo scrivere in lingua latina (e greca), e non per puro divertimento, non come obbiettivo, ma semplicemente come utile mezzo per giunger prima e meglio alla comprensione dei testi classici.
Artorius ha scritto:Per come lo intendi, sí, è probabile che si prolunghi, ma dovrebbe valerne la pena: una più veloce enunciazione esplicita delle regole, seguita dalle loro applicazioni (cioè una decina d’esercizi ad hoc) difficilmente ti permetterà di ritenere a lungo quelle regole — e anche qui, non è farina del mio sacco, ma parlo per sentito dire. L’apprendimento d’una lingua è un processo lento e graduale: temo che non ci si possa aspettare di poterlo ottenere a schiocco di dita, ma che ci vogliano amore, dedizione e pazienza — nota che evito accuratamente la parola sacrificio, perché credo che (o credo di credere che), se ci si deve sacrificare per farlo, o lo si sta facendo nel modo sbagliato o, forse, si farebbe meglio a qualcosa di piú piacevole. Provare piacere di quello che si studia, godere nell’apprendimento, è già un traguardo non indifferente.
Artorius ha scritto:Eppure mi sembrava che tu parlassi di comprensione dei classici. Per comprendere un testo — come tu stesso saprai, se conosci bene una lingua moderna — non è necessario passare attraverso la traduzione. Anzi, è la traduzione a essere una nobile arte letteraria che necessita preventivamente della comprensione. Giungere alla comprensione (per poi, eventualmente, anche dedicarsi alla traduzione) è proprio l’obbiettivo del metodo induttivo-contestuale.
Hostilius_LXXXV ha scritto:ma tutti i metodi alternativi a quello induttivo insegnati nei licei (che come già detto, non ho frequentato) non hanno anche loro l'obiettivo di arrivare a tradurre dal latino all'italiano?
Hostilius_LXXXV ha scritto:Nelle vecchie grammatiche che ho trovato si trovano perfino molti esercizi di traduzione dall'italiano al latino non come mezzo per comprendere la lingua ma come obiettivo fine a se stesso, quasi a voler dire che se sai scrivere in latino, sei più bravo di quelli che sanno scrivere solo in italiano!
Hostilius_LXXXV ha scritto:non mi sembra credibile che per quasi quarant'anni si fosse insegnato ai licei un metodo che non arrivava all'obiettivo della traduzione latino-italiano.
Hostilius_LXXXV ha scritto:Tu parli "amore, dedizione e pazienza" ed eviti la parola "sacrificio". Il problema è che queste affermazioni presuppongono che apprendere questa lingua sia qualcosa che gli studenti scelgono in modo consapevole perchè questo apprendimento è qualcosa di piacevole. Ciò però è contraddetto dal fatto che l'insegnamento del latino è obbligatorio in molti tipi di scuole superiori
Hostilius_LXXXV ha scritto:qualcuno affermerà "il latino è la lingua del diritto antico, della scienza, della medicina..." ma a queste cose basterebbero (come è stato fatto nelle mie scuole superiori) un bel po' di lezioni nelle ore di italiano a imparare i vari prefissi e suffissi di origine latina e greca, non cinque anni di lingue classiche per arrivare a tradurre complessi testi letterari
Hostilius_LXXXV ha scritto:E questo non può che essere un male perchè secondo me è meglio che pochi per loro scelta e passione intraprendano un cammino di apprendimento faticoso, ma che alla fine dà i suoi frutti, piuttosto che molti, per obbligo e senza averne alcun interesse, intraprendano quello stesso apprendimento ma con risultati pessimi perchè il loro vero interesse era quello di diventare fisici, avvocati o veterinari senza passare per "nobili arti letterarie" che presuppongono un impegno inscindibile dalla passione per esse.
Artorius ha scritto:L’obbiettivo principale del metodo induttivo-contestuale non è quello d’arrivare a tradurre dal latino all’italiano, ma quello d’arrivare a comprendere direttamente in latino: la traduzione è solo un ulteriore passo eventuale (per studenti avanzati). C’è una differenza sostanziale: i metodi tradizionali, invece, si propongono d’arrivare alla comprensione attraverso la traduzione, fin dall’inizio.
Artorius ha scritto:Per le mie limitate conoscenze, non so ribattere a questa tua considerazione sui metodi tradizionali, ma dubito che tali esercizi fossero fini a sé stessi o concepiti per pura vanagloria: probabilmente c’era sempre la buona fede di voler portare a una miglior padronanza della lingua latina. Mi sembra di capire, comunque, che tali esercizi sian ormai quasi scomparsi dai manuali.
Artorius ha scritto:Ma, infatti, portava (e porta) proprio a quell’obbiettivo. La questione su cui si dibatte è con quanta efficienza lo facesse/faccia e se ciò comporti anche un pieno assaporamento del testo originale.
Artorius ha scritto:Mi riferivo in special modo allo studente universitario. Alle scuole superiori, sta all’insegnante instillar negli alunni l’amor per la propria materia.
Artorius ha scritto:Dipende: se ci si accontenta di prefissi e suffissi, bastano di certo i metodi da te esposti. Se, invece, si voglion leggere Cartesio, Copernico, Galileo, Hobbes, Newton, Spinoza, Vitruvio... direi che cinque anni di studio servono. C’è da aggiunger che solitamente, purtroppo, di prosa scientifica latina non se ne legge nemmeno ai licei scientifici. Ma a questo si può rimediare.
Artorius ha scritto:Non son d’accordo: forse non è la meta a esser inattingibile (se puntiamo alla comprensione e non all’arte della traduzione), ma il cammino a esser quello sbagliato. Non vedo perché a un fisico, un avvocato o un veterinario bisognerebbe precludere il piacere di tuffarsi nella saggezza degli antichi. C’è tempo all’università, per specializzarsi; a scuola bisogna piantar semi di saggezza in esseri umani che crescono.
Hostilius_LXXXV ha scritto:Occorre ricordare però che, qualunque metodo si usi, le prove di maturità, per quanto mi risulta, sono sempre prove di traduzione dal latino e non so se ci siano domande ulteriori che verificano la comprensione.
Hostilius_LXXXV ha scritto:Vedo che la mia discussione non si è molto prolungata e ahimè vedo che il forum non è molto affollato di utenti desiderosi di discussioni e ciò mi ha fatto un bel po' pensare.
Hostilius_LXXXV ha scritto:In quanto a me, posso dire di aver provato un po' l'Oerberg. La mia prima impressione è stata all'inizio buona, ma alla fine mi sono accorto di imparare grammatica e lessico ad una lentezza eccessiva rispetto alle mie abitudini.
Hostilius_LXXXV ha scritto:Inoltre mi occorreva soprattutto un metodo contrastivo con la lingua italiana sia riguardo alla grammatica che riguardo al lessico, cosa che l'oerberg fa in modo piuttosto ridotto (e ciò è comprensibile dato che l'autore non era di madre lingua neolatina).
Hostilius_LXXXV ha scritto:Ho così proseguito il mio studio cercando delle grammatiche descrittive che servano solo per comprendere morfologia e sintassi dei testi latini ed esercizi basati anche sull'apprendere i vocaboli latini. Il testo che ho trovato più simile a questi miei scopi è stato l'insieme di volumi "Breve iter" di Francesco Piazzi. Se lo conoscete potete parlarmi delle vostre opinoni in merito.
Hostilius_LXXXV ha scritto:Un'ultima cosa che mi sono chiesto in particolare che vorrei chiedere a voi utenti è che visione avete del problema della comprensione e della traduzione. Ad esempio trovo non facile capire come la sezione "correzioni" del vostro forum fatta nel modo che io vedo possa aiutare gli studenti.
Hostilius_LXXXV ha scritto:Noto infatti che sia nelle proposte degli studenti che nelle risposte degli utenti manca totalmente una parte di domande di comprensione, parte importantissima che non si può sottintendere e è premessa indispensabile a ogni traduzione.
Hostilius_LXXXV ha scritto:Dare delle valutazioni assolute e numeriche a traduzioni le può, secondo me, soltanto svilire, proprio per la ricchezza di espressioni uniche nella lingua originale.
Ha senso invece secondo me valutare le traduzioni in modo relativo, ovvero nel modo seguente: la traduzione X di questo testo latino la valuto 8 riguardo allo scopo di esprimere un particolare significato dell'espressione A del testo originale mentre la valuto 5 riguardo allo scopo di esprimere l'altro significato dell'espressione A, la valuto 7 nel valutare il significato principale dell'espressione B e così via. In tal modo si capisce che non esiste una traduzione da 10 e quindi si comprende che non è la traduzione da valutare ma quasi esclusivamente la comprensione del testo. Naturalmente queste sono mie opinioni personali venute di getto, sono sempre disposto a sentire vostri suggerimenti per imparare di più.
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