Usi medicinali del garum

maggio 27, 2010 by  
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Se è vero che molte cose che non hanno proprio un sapore gradevole sono medicinali, non c’è ragione per cui il nostro garum dovrebbe far eccezione! Delle proprietà medicamentose di questo prodotto siamo bene informati sia da fonti greche che latine.
Ad informarci di questi usi non alimentari è il medico greco Dioscoride (1), che nella sua opera in sei libri sulla materia medica dice:

Ogni tipo di garum, che è una salsa ottenuta da pesci e carni macerati con il sale, se con esso si fa un impiastro caldo, blocca le piaghe che consumano. Cura i morsi di cane. Si somministra a quelli che soffrono di dissenteria e di sciatica; ad alcuni si somministra perché cauterizzi le parti piagate, ad altri, invece, per far sentire ferite che non hanno avvertito.

Concorda per quanto riguarda questi usi Plinio (2) :

…e col garum si guariscono le ustioni recenti, purché colui che lo versa non dica garum. E’ utile contro i morsi dei cani e soprattutto contro quelli del coccodrillo, e per le ferite che si diffondano o quelle infettate. E’ ancora magnificamente utile anche per le ferite e i dolori della bocca e delle orecchie…

Quindi stia bene attento colui che, volendo utilizzare farmaci alternativi per curarsi una scottatura, mentre si disinfetta col garum non ne pronunci il nome, o ne vanificherà gli effetti!
L’autore del trattato De Re Rustica in dieci libri, Columella (3), ci riferisce che il garum poteva essere usato anche per curare una pericolosa epidemia che colpiva le cavalle:

Vi è anche la famosa letale epidemia, tale che in pochi giorni le cavalle diventano preda di un improvviso deperimento e quindi della morte: quando ciò accade, è utile infondere quattro sestari di garum in ciascuna narice per gli animali più piccoli, per i più grandi se ne deve versare un congio. Ciò provoca la fuoriuscita dalle narici del muco e guarisce l’animale.

Povere cavalle: per guarire dalla malattia dovevano ricevere nelle narici dai due ai tre litri abbondanti di salata salsa di pesce! In ogni caso avrebbero dovuto apprezzare quanto faceva il loro padrone, che certo per questa cura spendeva un bel po’, dati i prezzi del garum.

Anche l’allec è citato da Plinio (4) come prodotto dalle qualità curative, ed usato soprattutto per curare alcune malattie cutanee degli animali:

Allo stesso tempo esso (l’allec) sarebbe indicato per i bisogni della vita. Anche esso ha qualche uso in medicina: infatti anche l’allec guarisce la scabbia delle pecore, iniettato attraverso un’incisione della pelle, ed è utile anche contro i morsi del cane o del drago marino, e viene posto su bende di lino sfilacciate.

Note:

  1. Dioscoride Pedanio, De materia medica, libro II, 32: <γάρος> δὲ πᾶς τῶν ταριχευτικῶν ἰχθύων καὶ κρεῶν καταντλούμενος νομὰς ἐφιστᾷ καὶ κυνόδηκτα ἰᾶται. ἐνίεται δὲ καὶ ἐπὶ δυσεντερικῶν καὶ ἰσχιαδικῶν, ἐφ’ὦν μὲν ἵνἃ τὰ εἱλκωμένα ἐπισπάσῃ, ἐφ’ὦν δὲ ἵνα τὰ ἀνέλκωτα ἐρεθίσῃ
  2. Plinio, libro XXXI, 96: …et garo ambusta recentia sanantur, si quis infundat ac non nominet garum. contra canum quoque morsus prodest maximeque crocodili et ulceribus, quae serpunt, aut sordidis. oris quoque et aurium ulceribus aut doloribus mirifice prodest.
  3. Columella, De Re Rustica, libro VI, 34: Est etiam illa pestifera labes, ut intra paucos dies equae subita macie et deinde morte corripiantur; quod cum accidit, quaternos sextarios gari singulis per nares infundere utile est, si minoris formae sunt; nam si maioris, etiam congios. Ea res omnem pituita per nares elicit, et pecudem expurgat.
  4. Idem: Haec obiter indicata sint desideriis vitae. et ipsa tamen non nullius usus in medendo. namque et allece scabies pecoris sanatur infusa per cutem incisam, et contra canis morsus draconisve marini prodest, in linteolis autem concerptis inponitur…

Palline al formaggio

maggio 14, 2009 by  
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Palline al formaggio

Palline al formaggio

Lectio: Globuli [Cato, De Re Rustica, 79]

Simili ai precedenti “bocconcini al formaggio”, questi globuli (lett. palline) hanno forma diversa e sono fritti. Questi globuli sono eccellenti come aperitivo, e possono benissimo accompagnare un antipasto.
Sconsigliato è il loro utilizzo come pane vero e proprio.

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Bocconcini al formaggio

aprile 30, 2009 by  
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Bocconcini al formaggio

Bocconcini al formaggio

Lectio: Libum [Cato, De Re Rustica, 75]

Meravigliosi panini al formaggio, ottimi in qualsiasi occasione. Il loro nome deriva dal verbo “libare” che ha due significati: il primo indica “sacrificare”, e ciò fa pensare che venissero impiegati durante le pratiche religiose, mentre il secondo significa propriamente “assaggiare”, e ciò è probabilmente connesso al fatto che fossero piccoli.

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Il pane dei Romani

aprile 18, 2009 by  
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Forma di pane carbonizzata, ritrovata a Pompei

Forma di pane carbonizzata, ritrovata a Pompei

Il pane, nell’alimentazione degli antichi Romani, rivestiva un ruolo importantissimo. Le fonti che ci parlano di questo prezioso prodotto sono di autori d’epoca imperiale, come Orazio e Marziale.
In origine, tuttavia, non esisteva il pane come noi lo conosciamo oggi: ancora in età repubblicana, si usavano delle polentine di cereali (principalmente farro), dette pultes, che accompagnavano le portate principali. Si noti che la lievitazione non era conosciuta dagli antichi romani.
Le ricette che da oggi proponiamo sono tratte dal De Re Rustica di Marco Porcio Catone, trattato sulla vita campestre che contiene numerosi consigli per la massaia e per il contadino.

Clicca per leggere le ricette nella sezione Gastronomia

Pane morbido

aprile 18, 2009 by  
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Pane morbido

Pane morbido

Lectio: Panis Depsticius [Cato, De Re Rustica, 74]

Un “pane soffice” che Catone descrive nella sua De re rustica, di facilissima preparazione. Il nome, tuttavia, è ancora avvolto nel mistero (non si sa con sicurezza cosa designi il termine “depsticius”).

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