Lezione 13 – Cum e congiuntivo

30 marzo 2009 di  
Sezioni: Corso base di Latino, Didattica

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Lezione sulla sintassi e gli usi di cum e congiuntivo.  Leggi l’articolo

Flan

26 marzo 2009 di  
Sezioni: Gastronomia, Varie, Vita Latina

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Flan

Flan

Lectio: Tyropatina [Apicius, De Re Coquinaria, 7, XIII, 7]

Un dolce che chiameremo Flan, dal nome particolare ed ambiguo: Piatto al Formaggio, dal greco τυρός. Il vero problema è che, nella ricetta, non compare il formaggio come ingrediente. Probabilmente il titolo serviva ad indicarne l’utilizzo per il dolce, e così noi faremo, integrando agli ingredienti indicatici da Apicio della ricotta fresca.

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Lezione 12 – Il futuro semplice

23 marzo 2009 di  
Sezioni: Corso base di Latino, Didattica

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In questa lezione andiamo ad affrontare la morfologia del futuro semplice, attivo e passivo.  Leggi l’articolo

Lectio tertia pars prima – Il sostantivo

19 marzo 2009 di  
Sezioni: Corso di latino di Atticus e Alter, Didattica

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Eccomi di ritorno fanciulli. Riprendiamo la lezione. E voi laggiù, basta cercare l’articolo sotto i banchi, non avete capito che stavo scherzando?

(Brutto ipocrita…)

Assistente, la smetta di mugugnare. Dunque plebe, oggi parleremo dei sostantivi latini. Cosa dicono gli appunti dello zio prete al proposito? Legga legga assistente che io ascolto.  Leggi l’articolo

L’allec

16 marzo 2009 di  
Sezioni: La questione Garum, Vita Latina

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Come dice anche l’autore delle Geoponiche, una volta che il garum è stato filtrato, si ottiene una poltiglia che i Greci chiamarono ἄλιξ, certamente di minor pregio, dal momento che è un prodotto di risulta di una fermentazione che mira ad ottenere il prezioso liquor.  Leggi l’articolo

Collana di classici latini e greci della Utet

12 marzo 2009 di  
Sezioni: Didattica, Supporto per autodidatti

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Si tratta della collana di classici in edizione non economica probabilmente più diffusa in Italia, e costituisce una bella collezione di volumi rilegati in stoffa con titoli in oro.

Aprendo i volumi si può avere il sommo piacere di sfogliare centinaia di pagine in preziosa carta india vergata, dotata del pregio di non ingiallire nemmeno dopo quarant’anni (provato per esperienza diretta).  Leggi l’articolo

Lezione 11 – Comprendere e tradurre

9 marzo 2009 di  
Sezioni: Corso base di Latino, Didattica

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Queste norme sembreranno veramente banali ma non lo sono. Uno studente che traduce bene riesce non perché conosca meglio di tutti gli altri la teoria, ma perché usa un corretto metodo di traduzione. Bisogna sempre ricordarsi di tradurre con metodo. Ecco alcune norme generali da seguire, utili sia per le frasi isolate che per i brani continui:

  1. E’ assolutamente inutile, anzi controproducente, aprire il vocabolario prima di aver eseguito alcune operazioni preliminari, necessarie per la comprensione. Questo presuppone però che si conosca un buon numero di parole del lessico latino di base. Sarà forse una brutta sorpresa, ma il possesso di un vocabolario latino non è affatto garanzia di una traduzione corretta; invece la conoscenza di molte parole latine facilita molto la comprensione del senso globale.
  2. La prima operazione utile (in caso di versione continua) è la lettura ragionata del titolo, che spesso dà informazioni importanti sul personaggio o sulla vicenda o sulle riflessioni proposte dall’autore. Bisogna chiedersi cosa si sa già su quell’argomento; se è mitologico, fare una breve ricerca sul protagonista (si potrebbe scoprire che Enea era un uomo e non una donna!); se è storico, rinfrescare le proprie conoscenze o cercarle velocemente (per evitare che, alla fine, il popolo vincitore di una guerra risulti nella traduzione il vinto!).
  3. Fase successiva, valida per frasi e versioni: lettura accurata dell’intero testo, anche ripetuta, alla ricerca di tutte le informazioni implicite: se si trova un nam, congiunzione esplicativa (= infatti), ci si deve aspettare che lì venga spiegato un concetto espresso in precedenza; se ci sono parole inizianti con maiuscola, si parlerà di luoghi, personaggi o popoli.
  4. Si procede, in caso di frase isolata più o meno breve, sottolineando il predicato e ricercando il soggetto coerente con esso; se i predicati sono più di uno, s’individuano le connessioni (congiunzioni); all’interno di ciascuna proposizione si raggruppano in blocchi (sintagmi) i nomi con i rispettivi attributi ed eventuali preposizioni (se c’è ex, deve esserci almeno un nome in ablativo, con cui ex va raggruppato). A questo punto ci si chiede quale possa essere la funzione dei singoli sintagmi, vista sempre in relazione al verbo (se c’è un predicato venit, un sintagma in accusativo non potrà essere interpretato come oggetto, essendo venit intransitivo).
  5. Le operazioni precedenti, se eseguite scrupolosamente, dovrebbero aver già dato una notevole quantità d’informazioni sul significato globale del testo. La consultazione del vocabolario, a questo punto, va fatta soprattutto per avere la conferma o la smentita di ipotesi di interpretazione. Il corretto uso del vocabolario (com’è fatto, che significano i simboli, come ci si orienta al suo interno) è altra storia.

Una guida più dettagliata all’analisi di brani dalla sintassi complessa verrà presentata nel prosieguo del corso.

Porri al vino

5 marzo 2009 di  
Sezioni: Gastronomia, Vita Latina

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Porri al vino

Porri al vino

Lectio: Porri maturi [Apicius, De Re Coquinaria, 3, X, 1]

Un altro breve suggerimento per un contorno fresco e leggero, ottimo per accompagnare il carpaccio di polpo che abbiamo preparato prima. Ideale per una serata estiva.

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La preparazione del garum

2 marzo 2009 di  
Sezioni: La questione Garum, Vita Latina

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Una cosa che stupisce è che sebbene Apicio includa il liquamen nella maggior parte delle sue ricette, non si trova nel De re coquinaria una precisa indicazione su cosa tale liquamen sia, nessun accenno alla sua preparazione. La grande competenza di Apicio nella materia culinaria non mi porterebbe minimamente a pensare che egli usasse così frequentemente il garum senza avere idea di cosa fosse, un po’ come una massaia che usi spesso del dado nelle sue preparazioni senza sapere di cosa si tratti. Omissione involontaria? Grave sottinteso per noi moderni? Irreparabile danno della lunga tradizione manoscritta? Non è dato sapere.  Leggi l’articolo