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  • in risposta a: Musicisti #12281
    imported_Atticus
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    Da giovane suonavo (mi dicono con notevole predisposizione) i campanelli da gamba; poi, crescendo (e diminuendo la velocità della corsa) con rammarico ho smesso.

    (Chiamasi campanello da gamba uno istrumento normalmente locato a lato di porte e portoni.
    Nell’antico formato da un cavicchio sporgente sulla facciata del palazzo che, tramite un rinvio di corde e tiranti, azionava una molla spirale a cui era fissato un campanaccio. Da qualche parte, alla estremità del tutto, trovavasi di solito uno sprovveduto inquilino. Uno strattone al cavicchio generava una forza di uguale portata che, propagandosi attraverso i tiranti, trasmetteva lo strappo alla molla che azionava il campano. A seconda dell’intensità della forza all’origine potevasi avere alla destinazione un suono variante dall’ aulico bucolico all’allarmistico catastrofico, cosa che non mancava mai di ripercuotersi sulle risate dei suonatori e sui nervi degli ignari ascoltatori. L’esecuzione si concludeva di solito con una fuga (degli esecutori, da qui il nome “da gamba”) seguita dalla estatica contemplazione da dietro un angolo degli sguardi assassini e delle grida alla luna esibiti ad una strada deserta dagli inquilini affacciati alle finestre.

    Nel corso del tempo la tecnica del campanello da gamba raggiunse vertici eccelsi e si narra di esecutori capaci di far suonare contemporaneamente i campanacci di un immobile di sei piani con fuga e contrappunto per finestre sbattute, coro e voci soliste. Pare che anche Buxtehude e Bach siano stati in gioventù maestri di questa tecnica e che molte delle loro immortali composizioni debbano non poco al ricordo delle loro giovanili scorrerie.

    Purtroppo, con l’evolversi della tecnologia, il campanello da gamba fu sostituito nel tempo da più moderni e squallidi componenti elettrici. L’esecuzione ovviamente ne soffrì non poco. Alla tirata del batacchio (che non di rado rimaneva letteralmente in mano all’esecutore) così spontanea e colorita subentrò l’asettica pressione di un bottone, del tutto inadeguata alla seria esecuzione poiché, mentre nel vecchio sistema la pressione della molla portava a suoni che si potevano modulare a piacimento a seconda della forza impressa dal gesto e che si smorzavano lentamente nel tempo (consentendo quindi l’attacco immediato della fuga) nel nuovo sistema, al cessare della pressione (del dito sul campanello) cessava repentinamente anche lo strepito nell’appartamento, con ovvia diminuzione del risultato e impossibilità conseguente di allontanarsi senza essere scoperti. Si cercò quindi di porre rimedio a questa moda deteriore applicando nell’interstizio fra il pulsante e la cornice un fiammifero o uno stuzzicadenti che, rotto a filo della campanelliera mantenesse premuto il pulsante anche al rilascio della pressione, ma i risultati furono deludenti. La mancanza di stuzzicadenti, le martellanti campagne antifumo, le suonerie elettroniche con i toni più strani, l’aumento delle armi da fuoco detenute da proprietari sempre meno avvezzi al disturbo, il rumore onnipresente del traffico che copriva le grida e gli improperi, dettero il colpo di grazia a questa sublime arte. Ad oggi l’uso del campanello da gamba è praticamente scomparso. ;( )

    in risposta a: Il raduno 2008 #12128
    imported_Atticus
    Spettatore

    @Peppone wrote:

    Sostiene il Major che il buon Atticus ha recato ai raduni delle maestose fiorentine di mugellana. E la tradizionalista BQ sostiene che la più adatta per le bistecche, senza nulla togliere alle altre, è la chianina. Non trovando sostanziale differenza, mi sono opposto a quanto sostenuto dai due. Tornati a casa, e googolando spensierato, ho fatto qualche ricerca sulla Chianina e la Mugellana. Ma se della Chianina si trova gran copia di informazioni, la Mugellana non viene citata come una razza. Di qui il desiderio di chiedere ad Atticus: ma la Mugellana è una razza particolare di vacca, oppure è semplicemente una mucca, sia essa di razza chianina, maremmana etc. allevata nel Mugello? :^)

    E quella a me: Nessun maggior dolore
    che ricordarsi del tempo felice
    nella miseria; E Ciò sa l’tuo dottore.

    Ma s’a conoscer la prima radice
    del nostro amor tu hai cotanto affetto
    dirò come colui che piange e dice.

    Ebbene, (sospiro), visto che l’argomento culinario va per la maggiore bisognerà parlarne. 😛

    Tralascio i commenti sui riti tribali del Tuscolo di cui narrano le leggende raccontate dai vecchi ai nipotini che, nelle notti di tempesta, presso il canto del fuoco, stanno ad ascoltarle a bocca aperta. Tralascio anche di dire che, data la giornata particolarmente serena, guardando a sud, si poteva vedere il fumo della grigliata direttamente da Firenze.

    Limitandomi a rispondere a Peppone vorrei sgombrare il campo da un equivoco. Le bistecche che abbiamo mangiato nei trascorsi raduni provenivano da un “Centro Carni Mugello” struttura che macella solo bovini italiani e che con un disciplinare rigoroso traccia l’intera vita dell’animale dalla sua nascita, alla sua macellazione, imponendo rigide norme di allevamento ai propri soci (per la massima parte ubicati nel mugello). Le razze utilizzate sono quindi di varia natura e comprendono tagli derivanti da vitelloni, sia maschi sia femmine, allevate in purezza (Chianina, Romagnola, Charolaise, Limousine, Pezzata rossa, Marchigiana, Maremmana, Podolica, Calvana etc.)

    Poiché molti dei partecipanti al raduno non erano adusi al consumo di carne alla brace di dimensioni e spessore spropositati, per di più cotta al sangue, abbiamo pensato che tali carni, da noi chiamate per brevità “mugellane” fossero più adatte (sia per morbidezza, sia per il sapore più vicino alle tradizionali carni che popolano le tavole italiane) ad introdurre senza traumi palati non avvezzi al carnasciale alle delizie della bistecca sulla brace.

    Visto però che qui si vuol assurgere alle vette della perfezione giochiamo pure pesante e quindi ben venga la chianinata (meglio se accompagnata da abbondante chianti classico e successivamente da un bel sigaro toscano, che alle signore dona sempre un certo non so chè 😀 ).

    Cavete omnes dunque! 8)

    in risposta a: Auguri a Luca! #12243
    imported_Atticus
    Spettatore

    Oops. Ci siamo un po’ arrugginiti con le abitudini di un tempo e siamo arrivati un po’ in ritardo. Auguri comunque! 🙂

    in risposta a: Dyscolus 2.0 #12030
    imported_Atticus
    Spettatore

    @Dionisius wrote:

    Ah, Atticus! Allora, ecco la ricetta per un piatto tipico lombardo.

    La Cassoeula
    Ingredienti: un chilo di costine, abbondanti cotenne, (è possibile aggiungere un piedino o altre parti del musetto e un salamino-verzino a testa), tre carote, due gambi di sedano, due cipolle medie, concentrato di pomodoro, due belle verze che abbiano preso il gelo, lardo o pancetta (burro di fattoria in caso di difficoltà), sale e pepe………………………

    La sa una cosa messer Dionisius? Lei è di una bontà commovente! :envy:

    (Dice la verità sior Dionisius, mi creda. Leggendo le sue note è diventato rosso come un peperone e si è messo a piangere!)

    Taci Alter! Lascia che il mio dolore mi…mi…..mi…..ma basta! Non resisto più. :@
    Che vuoi fare Atticus?
    Te lo faccio vedere io cosa voglio fare. Al frigorifero! A me un cric, un grimaldello, un piede di porco, un succhiello, un cacciavite, un forcipe!
    Santo cielo!
    Apriti dannato elettrodomestico!Aaaapriti!
    Fermo Atticus, te lo stai tirando addosso. (Dico gente! Non vorrete mica continuare davvero con questa moda delle ricette eh?)

    in risposta a: Il raduno 2008 #12121
    imported_Atticus
    Spettatore

    L’idea di incontrarvi di nuovo al borgo (che mi sembra stia diventando per Discipulus come Coverciano per la Nazionale) è oltremodo gradita. Naturalmente, gite a parte, la mia presenza alla grande cena della domenica è subordinata al mio stato di salute. (Non vorrete che assista al canasciale seduto in un canto a sorbirmi un brodino sgrassato vero? :doh: ) Fortunatamente c’è ancora tempo e cercherò di fare il possibile per arrivare in forma all’appuntamento. Risentiamoci in ogni caso al momento delle prenotazioni. 🙂

    in risposta a: Dyscolus 2.0 #12023
    imported_Atticus
    Spettatore

    Ah ma allora lo si fa apposta a parlare di cibo in mia presenza. :@
    Vado di là e mi scontro con la descrizione dettagliata di un ristorante e delle sue luculliane leccornie. Vengo di qua e rieccoli tutti quanti impegnati a discettare di pizze sopraffine dagli omerici diametri!

    E io anche stasera a riso in bianco e acqua minerale!

    Una vera indecenza! Adesso manca solo che si organizzi uno scambio di ricette sui piatti tipici più conditi, saporiti e indigesti che esistano nelle rispettive cucine regionali e poi siamo a posto.

    (Tanto lo so che lo fate apposta a tirare in ballo certi argomenti! Per farmi rosicare lo fate! Uno sta male e quelli che fanno? Gli mettono il dito nella piaga! Ah che rabbia! Ah come sono perversi questi discipuli. 😛 )

    in risposta a: Allocutio #12001
    imported_Atticus
    Spettatore

    Lamentatio.

    Cum a temporibus illis, indagatio, obstinati animi, experire non volebamus, tamen, medico et uxore coacti, sanguinem extratione obtorto collo toleravimus.
    Hodie sententia nos pervenit:

    Habemus colesterolum! :tmi:

    Ferrea dieta necesse est! Uxor sententiavit. :envy:
    Age vero, respondemus, exigua est alteratio, nonne?
    Tacete uxor dixit. Et armarium frigidarium obstruivit!

    “Alter colesterolum habet” Atticus affirmavit. “Atticus habet” Alter iteravit.

    Respondit uxor: Cibaria et compotationes reducere necesse est, porcelli!

    Eheu! Valete convivii, stillatícius sucus vitígenus, condimenta potionesque! ;(

    ( Pepponicus garum considerare oportet …..)

    in risposta a: Quante lingue vi piace? #12060
    imported_Atticus
    Spettatore

    Dunque vediamo… come lingue classiche direi Greco e latino. Se dovessi studiarne una moderna di sanapianta direi Il tedesco. Di inglese ne capisco quanto basta per non voler ulteriormente approfondire.

    Perchè proprio il tedesco?
    Mah, forse perchè gran parte degli storici, filosofi, filologi,scrittori, musicisti e politici hanno scritto in quell’idioma. E poi perchè mi ha sempre affascinato quella tecnica di legare assieme più parole per formarne una unica di lunghezza chilometrica tipo:

    “Rhein-Main-Donaugrossschifffahrtswegdampfschifffahrtgesellschaftskapitänsuniformknopf”

    (Che per chi fosse curioso significa:
    “il bottone dell’uniforme del capitano della linea di navigazione a vapore della grande linea di navigazione Reno-Meno-Danubio”). 😀

    in risposta a: Recentio et emendatio #12038
    imported_Atticus
    Spettatore

    Il solito Aiace – Eastwood che centra un refuso alla distanza di cento passi! Occhio gente! :sweat: 😀

    Tornando a noi (e ringraziando per le puntuali risposte 🙂 ) confesso che la mia perplessità nasceva principalmente dal fatto che la frase latina è al plurale e dall’uso del commovit e conseguente ut.

    (Io avevo ipotizzato questa traduzione:

    Sebbene, impediti dalle faccende domestiche, possiamo dedicare allo studio tempo appena sufficiente e siamo soliti impiegare nella filosofia quel poco che ci è concesso, tuttavia il tuo desiderio, Gaio Erennio, ci ha scosso, a tal punto che tratteremo dell’arte oratoria, perchè tu non pensi o che non ci sia interesse per te o che si voglia scansare la fatica.)

    Tralascio sull’uso dell’ut con il quale ho un conto in sospeso da tempo (urge il supporto didattico perbacco! Ci vogliamo muovere? :@ ) ma la domanda che mi faccio però è, in generale, se sia giusto o meno mantenersi il più possibile aderenti all’originale laddove questo non alteri la resa corretta in italiano.

    In latino esiste anche il singolare. Perchè l’autore non l’ha usato e il traduttore si? Anche in italiano, nei libri di testo che non siano quelli della scuola elementare o media quasi sempre si espone al plurale e questo in definitiva è un trattato anche se camuffato con dedica a Gaio Erennio.

    Siamo nel campo delle preferenze individuali?

    in risposta a: Vi piace Discipulus 2.0? #11944
    imported_Atticus
    Spettatore

    Lo definirei un ottimo lavoro. E’ estremamente difficile innovare senza creare discontinuità con il passato. Scoprire che in un sito nuovo di zecca ci si può sentire da subito come a casa propria è stata una gradita sorpresa. Dieci più. 🙂

    in risposta a: Evviva Discipulus! #11909
    imported_Atticus
    Spettatore

    Ma..ma che razza di posto è mai questo? Una taberna? E dove diavolo è andato a finire il salotto?
    Ah non chiederlo a me Alter! Ne so quanto te. Entriamo e magari incontriamo qualcuno che ne sa più di noi.
    Senti Atticus, vai avanti tu che io non mi fido.
    Ma quante storie! Di che hai paura? Forza, andiamo a vedere.
    Aspetta un momento! Ma è una taverna, un posto plebeo, un luogo di perdizione, un ricettacolo di ..
    Falla finita e entra una buona volta!
    E non spingere! Posso camminare da solo posso! Ma se solo per un attimo..
    Dentro!
    ….Mamma che ambiente! Non ci vedo un accidente con tutti questi lumini accesi, Atticus dove sei?
    Sono qui dietro di te, e quelli non sono lumini, sono lucerne.
    Che impressione! Proprio come a Roma antica! Ma guarda! Tutti in tunica e calzari!
    Clienti immagino! Eppure..eppure non mi sembrano facce nuove!
    Senti Atticus, quelli ci osservano, che si fa?
    Tanto per cominciare mettiamoci qui in quest’angolo un po’ in penombra. E poi per non dare nell’occhio cambiamoci e cerchiamo di apparire come loro. Ci vorrebbe una tunica o un altro abbigliamento consono ci vorrebbe.
    E dove la vai a trovare una tunica in un posto come questo?
    Ecco! Strappo questo tendaggio, lo taglio a metà, ci faccio un foro per la testa, lo indosso e me lo stringo ai fianchi con questa cordicella. Fatto! Che te ne pare?
    Sembri un frate francescano.
    Va bene va bene, tagliamo il tutto in modo che arrivi fino al ginocchio. Bene ora? Come ti sembro?
    Meglio! Però le Nike me le toglierei!
    Uh! Hai ragione. Chiappa quegli zoccoli laggiù presto!
    Ma guarda che mi tocca fare!
    Zitto Alter! Adesso siamo due romani anche noi! E se qualcuno ci interpella io sarò il nobile Atticus che viaggia in incognito e tu il mio schiavo tuttofare.
    Schiavo tuttofare? Ma per chi mi hai preso brutto…
    Zitto incosciente! Vuoi proprio che ci scoprano? Mettiamoci qui da una parte e attendiamo gli eventi. Dopotutto questo è un posto nuovo e bisognerà capire come funzionano le cose prima di agire.
    E si sta qui ad aspettare senza fare un accidente?
    Abbi pazienza. Prima o poi il locale si riempirà di gente e allora potremo sapere. ( Fra l’altro c’è un tizio laggiù che mi sembra proprio una faccia nota! ).
    Dì Alter ma non ti sembra il Major quello?
    Chi, quello laggiù al banco?
    Si.
    Macchè, il Major è più alto, più moro, più….però, …guardando bene….ma lo sai che è lui davvero?
    Vuoi scommettere che c’è il suo zampino in tutto questo po’ po’ di rivolgimento? Barba lunga, occhiaie, capelli spettinati; avrà passato chissà quante nottate intento a lavorare come un negro, fumare come un turco e bere come una spugna. Dobbiamo fare qualcosa oppure prima o poi si ridurrà l’ombra di se stesso.
    Hai ragione.
    Beh, aspettiamo che arrivino gli altri e poi staremo a vedere. E molla quell’anfora di vino.
    Cecubo del 96! Ottima annata il 96!
    E’ 96 avanti Cristo disgraziato e costa una fortuna. Posalo subito.
    Va bene va bene, non ti scaldare.
    …..mumble…..almeno una coca si può avere?
    …….sentite gente! Venite a dare una mano che io da solo con questo qui non ci resisto!

    PS: Bentornato Discipulus…..two. 😀

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