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Aiace Telamonio
SpettatoreUn abbraccio forte e augurissimi di cuore, Dam! :clap:
Aiace Telamonio
SpettatorePer me, invece, è finita un’era 🙁 . Ho dovuto definitivamente abbandonare la mia adorata Faflà, in quanto l’unico e disperato tentativo di fare un bagno su di essa con la mia adorata dolce metà è naufragato miseramente, pur rimanendo saldamente ancorati alla boa (!!). La sullodata metà, infatti, vive un rapporto conflittuale con quasi tutti i mezzi semoventi e – in primis – le barche. Preso atto di ciò, abbiamo trascorso la settimana ad Ischia in un complesso termale con piscine con acqua calda, il che, per un vecchio lupo di mare come me, non era certo il massimo, ma poi, tutto sommato, siamo stati davvero bene, lontani dagli schiamazzi e dalle intemperanze dei selvaggi diportisti da strapazzo che incrociano nei nostri mari…
Oltretutto ero in trepida attesa di una chiamata per il lieto evento, che ha deciso di anticipare di qualche settimana il suo verificarsi: il 27 agosto, infatti, sono diventato NONNO! 8) E’ una esperienza sconvolgente, che può capire solo chi la prova in prima persona: un misto di sensazioni strane, ineffabili, uniche…Aiace Telamonio
Spettatore@Dema wrote:
Direi che Lacedaemones, estote parati ad gloriam (magari aggiungi anche un gerundivo adipiscendamconsequendam) possa andare.
Lacedaemonii.
Aiace Telamonio
SpettatoreBuon compleanno, Peppone, anche da parte di Marilena!
Aiace Telamonio
Spettatore1) Anco aveva carattere moderato (lett.: in Anco vi era un carattere moderato). Scusa, ma che significherebbe “un mezzo ingegno”? 😀
2)Dal vocabolario: animos tollere, riprendere animo, LIV. Poiché è piuccheperfetto, dovrai tradurre: avevano ripreso animo, coraggio.
3) in mores et instituta avi: secondo i costumi e le leggi dell’avo.
Aiace Telamonio
Spettatore@Oineo wrote:
padre di Deianira, Meleagro e Melanippo.
Meleagro… Meleagro… Avevamo un tempo un discipulino di nome Meleagro. Chissà che fine ha fatto? Era un po’ astioso nei confronti di discipulus, mi par di ricordare: eppure lo si trattava bene. Mah!
Aiace Telamonio
SpettatoreTi dò una mano facendoti la costruzione e dandoti alcuni suggerimenti. Sforzati di proseguire: non avrebbe senso se ti facessimo noi la traduzione, no?
in uno corpore frigida [soggetto, neutro plurale] pugnabant (cum rebus) calidis, umentia [soggetto, neutro plurale] (pugnabant cum rebus) siccis, mollia [soggetto, neutro plurale] (pugnabant cum rebus) duris, (res) sine pondere (pugnabant cum rebus) gravibus). Deus et natura diremit litem. Nam abscidit (separò) terras caelo et (abscidit) undas terris et secrevit liquidum caelum ab aere spisso.
Aiace Telamonio
Spettatore@giorgia2009 wrote:
Comunque no, è proprio scritto così, “Sed tempestas brevis levisque…”. In accusativo quindi, giusto?
No, non è accusativo! Come potrebbe esserlo, visto che è della terza declinazione (tempestas, tempestatis; acc. = tempestatem)?
D’altronde hai tradotto bene con il soggetto…Aiace Telamonio
SpettatoreVita humana gradatim a remotis originibus ad nostram aetatem descendit. Antiquis temporibus vivebant homines ex iis rebus quae terra ultro praebebat. Deinde venit vita pastoricia: tum homines arboribus ac virgultis glandes, arbuta, poma decerpebant et colligebant; animalia quoque silvestria propter utilitatem deprehendebant et mansuescebant: oves lac ac caseum, lanam pellesque praebebant; boum autem lac, carnem, pelles adhibebant pastores; nondum sciebant tum homines terram colere. Tandem a vita pastorali ad agri culturam venerunt.
TRADUZIONE:
La vita umana discende a poco a poco dalle remote origini (fino) alla nostra epoca (=ai giorni nostri). Ai tempi antichi gli uomini vivevano di prodotti che spontaneamente la terra offriva (loro). Poi venne la vita dei pastori (=pastorizia): allora gli uomini staccavano e raccoglievano ghiande, albatri, frutti dagli alberi e dai cespugli: catturavano e addomesticavano anche animali selvaggi per la loro utilità: le pecore [soggetto!] fornivano latte e formaggio, lana e pelli; invece i pastori usavano il latte, la carne e le pelli delle vacche; in quel tempo gli uomini non sapevano ancora coltivare la terra. Infine passarono dalla vita pastorale alla coltivazione dei campi.Aiace Telamonio
Spettatorestridunt = friniscono;
iam tonat = già tuona;
nullum detrimentum agris adfert = non arreca alcun danno ai campi;
efficit = rende (è presente);
mulierum = delle donne (errore ricorrente il tradurre mulier con “moglie”; “moglie” si traduce con uxor!)11 Luglio 2009 alle 10:14 in risposta a: Correzione: "Avvenimenti della seconda guerra punica". #13485Aiace Telamonio
SpettatoreHannibal, Poenorum dux, milites atque elephantos per Alpes in Italiam ducit: multi milites in itinere morbis aut frigore hiemis absumuntur. Galli Cisalpini cum Poenis contra Romanos societam faciunt. Romani consules ad bellum legiones parant. Sed Romanorum copiae apud Ticinum flumen, deinde apud Trebiam flumen, postremo apud Trasumenum lacum ab Hannibalis copiis profligantur; Q. Fabius Maximus dictator a Romanis creatur; is proelia vitat, insidias contra Poenos struit. Cum Fabius dictaturam deponit, novi consules, M. Terentius Varro atque L. Aemilius Paulus, proelium contra Poenos apud Cannas, Apuliae vicum, committunt; Paulus interficitu, Varro saucius e proelio evadit.
TRADUZIONE:
Annibale, comandante dei Cartaginesi, guida soldati ed elefanti in Italia attraverso le Alpi: molti soldati durante il viaggio sono uccisi dalle malattie o dal freddo dell’inverno [hiemis è genitivo]. I Galli Cisalpini si alleano con i Cartaginesi contro i Romani. I consoli Romani allestiscono legioni per la guerra, ma le truppe dei Romani sono sconfitte dalle truppe di Annibale, presso il fiume Ticino, poi presso il fiume Trebbia, infine presso il lago Trasimeno. Quinto Fabio Massimo è nominato dittatore dai Romani; egli evita le battaglie, ordisce insidie contro i Cartaginesi. Quando Fabio abbandona la dittatura, i nuovi consoli, Marco Terenzio Varrone e Lucio Emilio Paolo attaccano battaglia contro i Cartaginesi presso Canne, paesino dell’Apulia (=della Puglia); Paolo è ucciso, Varrone ferito scampa dalla battaglia.Aiace Telamonio
SpettatoreAnte mare et terras et caelum unus erat toto naturae vultus in orbe;eum dixerunt chaos: rudis indigestaque moles et tantum pondus iners discordiaque semina rerum. Nullus adhuc mundo praebat lumina titan, nec nova reparabat cornua Phoebe, nec pendebat in aere tellus nec bracchia longo margine terrarum porrexerat Amphitrite; utque erat et tellus illic et pontus et aer, sic erat instabilis tellus, innabilis unda, sine luce aer; nulli(a nessuno) sua forma manebat , corpore in uno frigida pugnabant calidis, umentia siccis, mollia cum duris sine pondere gravibus. Deus et natura litem diremit. Nam caelo terras et terris abscidit undas et liquidum spisso secrevit ab aere caelum.
LA MIA TRADUZIONE
Prima del mare, delle terre e del cielo unico nel mondo intero era l’aspetto della natura; lo chiamarono Caos: una massa grezza e disordinata,un gran peso inerte, e semi delle cose di natura discordante [discordia, da discors,discordis]. Nessun Titano dava ancora luci al mondo, né Febe [= la luna, Diana] ricostruiva le nuove corna [della luna], né la terra era sospesa nell’aria, né Anfitrite aveva posto le braccia sull’esteso margine delle terre; e come c’era la terra, il mare e l’aria, così la terra era instabile, l’acqua non navigabile, l’aria senza luce; a nessuno la propria forma rimaneva,…
Vai avantiAiace Telamonio
SpettatorePuoi tradurre res publica con repubblica oppure Stato, a seconda del contesto storico. Mi spiego: se si parla del periodo imperiale (ad esempio del periodo traianeo oppure neroniano), dovrai tradurre con Stato, dato che la forma statale non era certo quella repubblicana che vigeva prima di Augusto.
Per quanto riguarda civitas, con tale parola si intende un consesso organizzato di cittadini, quindi si può tradurre tranquillamente con il termine cittadinanza.Aiace Telamonio
SpettatoreCara Titina, non voglio impelagarmi in una discussione politica, che non servirebbe a far cambiare le mie idee né – tantomeno – le tue. Vorrei solo precisare che i dittatori a cui ti riferisci sono andati al potere con colpi di stato (suffragati poi da elezioni-farsa) e non con un ampio consenso come quello di cui gode oggi l’attuale governo. Che poi certi atteggiamenti del primo ministro siano criticabili e che ci vorrebbe maggiore sobrietà nel reggere la cosa pubblica, su questo ogni persona di buon senso non può che essere d’accordo. Detto ciò, mi astengo dal proseguire in questa discussione: non sono certo un fazioso, e mi sono grandemente e sinceramente rallegrato per il successo di un amico come Damiano, pur essendo anni-luce distante dalle sue idee politiche. Comunque sarà la storia a dare il suo giudizio sugli eventi e le persone nostre contemporanee, un giudizio – si spera – non offuscato dall’essere contrario “a priori” come purtroppo accade oggi. Con affetto.
Aiace Telamonio
SpettatoreIntanto il popolo sovrano (siamo tutti democratici, no?), fregandosene altamente dei veleni sparati a raffica su vicende private (tutte da dimostrare) da parte di un’opposizione allo sbando e priva di qualsiasi proposta politica, ha espresso chiaramente, con le ultime elezioni, le sue preferenze…
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